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BATOSTA ENERGIA

Carburanti, gas e elettricità: sotto l’assedio del (triplice) rincaro record

Confesercenti stima il boom dei costi per negozi,  bar e ristoranti

ROMA. Per un negozio di alimentari  la batosta del costo medio della bolletta energetica fra elettricità e gas nel periodo da giugno a agosto balza a 5.300 euro, con una impennata del 41,3% rispetto ai 3.750 euro dell’analogo periodo dello scorso anno. Per un negozio di merci extra-alimentari il rincaro è simile, neanche mezzo punto in meno, cioè il 40,9% (schizzando da 1.100 a 1.550 euro in media), un supermercato vede balzare questo tipo di costi in media da 6.750 a 9.600 euro quest’estate (con un aumento del 42,2%). Ma è nel settore dei locali e della ricettività che queste cifre hanno incrementi ancora più sensibili: per un bar si passa in media dai 1.250 euro dell’estate scorsa ai 1.800 di questa (più 44,0%), per un ristorante-tipo si paga mille euro in più, cioè da 2.100 euro del periodo giugno-agosto 2025 ai 3.100 euro di quest’estate (più 47,6%), per un albergo di medie dimensioni da 45 camere l’aggravio è sui 4mila euro salendo dagli 8.250 euro della scorsa estate ai 12.250 di questa (più 48,5%).

È una Caporetto dal punto di vista della sostenibilità dei costi aziendali nell’estate più calda di cui si abbia memoria: “calda” lo è anche dal punto di vista dei costi energetici, dice Confesercenti in una indagine in tandem con il Gruppo Innova che punta il dito contro la «stangata energetica da circa 870 milioni di euro sulle imprese del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza». Da suddividere così: circa 700 milioni di maggiori costi per l’elettricità e altri 170 milioni per il gas, «con aumenti delle bollette elettriche superiori al 40% e punte vicine al 50% per ristoranti e alberghi ma – avverte l’organizzazione dei commercianti – ci sono anche imprese che hanno registrato aumenti vicini al 90%».

Confesercenti mette l’accento su due questioni che hanno fatto entrare in orbita la bolletta energetica. A cominciare dall’aumento dei consumi, ovviamente «legato alle temperature eccezionalmente elevate e al maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione e refrigerazione». E l’altra? È «la crescita del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso: tra giugno e agosto il “Pun” – cioè il riferimento all’ingrosso per il prezzo dell’energia elettrica in Italia sulla base della “borsa elettrica” in mano al Gestore dei Mercati Energetici – è aumentato di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025». Nel mirino, secondo l’organizzazione di categoria, è soprattutto un aspetto: quel che colpisce in modo particolare le attività della somministrazione e dell’accoglienza è stato il fatto che si sono registrati «picchi dei prezzi nelle ore serali, proprio quelle in cui alberghi, ristoranti, bar e pubblici esercizi concentrano una parte rilevante della propria attività e dei propri consumi».

Non è finita: dopo l’emergenza elettricità dell’estate, Confesercenti invita a puntare la luce dei riflettori «già sulle prossime settimane» soprattutto sul gas, il cui prezzo nei tre mesi estivi «è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025». Aggiungendo poi: «Anche considerando il solo effetto tariffario, a consumi sostanzialmente invariati, il maggiore esborso per le imprese è stimato in circa 170 milioni di euro. In vista della stagione fredda, il livello delle scorte e le tensioni sui mercati energetici alimentano il timore di ulteriori aumenti».

Nico Gronchi, presidente di Confesercenti

Nico Gronchi, numero uno di Confesercenti, chiede che, all’interno di uno scenario del genere, si pensi a intervenire sulle componenti “Asos” della bolletta: cioè sulla componente degli oneri generali di sistema che, utilizzando la bolletta della luce, in Italia serve per far coprire agli utenti gli incentivi che il governo dà ai produttori di energia da fonti rinnovabili.

Il presidente ricorda che per molte attività del commercio e del turismo l’energia «non è una spesa comprimibile, ma una condizione essenziale per lavorare e garantire continuità e qualità del servizio». Da tradurre così: l’allarme sulle bollette fa il bis con quanto detto sul caro-carburanti pochi giorni fa, e intanto «cresce la preoccupazione per il gas». Insomma, per Gronchi «la pressione energetica si sta allargando su tre fronti contemporaneamente». L’aumento di questi costi «sta comprimendo margini già ridotti» e – avverte – rischia «inevitabilmente di trasferirsi sui prezzi finali».

Gronchi indica che «stiamo entrando in una nuova era dell’energia, in cui il suo costo avrà un peso sempre maggiore sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie». Lo ripete sottolineando che «anche la fiscalità dovrà tenerne conto: non possiamo continuare a caricare sull’energia un peso fiscale che rischia di amplificare gli aumenti e trasferirli sull’intera economia. Altrimenti, dopo aver infiammato bollette e carburanti, il caro degli energetici finirà per alimentare anche l’inflazione».

Pubblicato il
31 Agosto 2026
di GIULIANO DONATI

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