Livorno, turismo e ristorazione cercano ancora personale
Confcommercio: possibile la stagione più lunga solo se si trova chi lavora

Federico Pieragnoli, direttore della Confcommercio livornese
LIVORNO. Guai a chi pensa che la domanda di personale nel turismo e nella ristorazione sia finita con il picco estivo: basta vedere cosa dicono a livello regionale gli annunci nei Centri Impiego: nella settimana dal 6 al 12 settembre vi sono «2.048 posizioni aperte in Toscana e tra le professioni più richieste figurano 79 cuochi in alberghi e ristoranti e 71 camerieri di ristorante». Parola della Confcommercio livornese che guarda i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro per sottolineare che «nel trimestre luglio-settembre 2026 le imprese hanno programmato complessivamente 8.030 ingressi, dei quali 2.920 nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici». Tradotto: «Più di un ingresso su tre riguarda quindi direttamente uno dei comparti centrali dell’economia provinciale».
Insomma, la ricerca di personale nel turismo e nella ristorazione «non si interrompe il 31 agosto». Lo dice Federico Pieragnoli, direttore generale dell’organizzazione dei commercianti per quanto riguarda la provincia di Livorno. «Se continuiamo a trovare cuochi e camerieri tra le figure più richieste anche a settembre, significa – afferma – che il problema dell’incontro tra domanda e offerta ha ormai una dimensione che va oltre la sola emergenza della stagione estiva».
Il bollettino Excelsior livornese segnala inoltre che, nel complesso, «nel 38% circa dei casi le imprese prevedono difficoltà nel reperire i profili desiderati e che per il 57% delle entrate è richiesta esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore».
«Dire semplicemente che “non si trovano lavoratori” non basta più», è ancora Pieragnoli a ribadirlo. «Dobbiamo capire dove si interrompe il percorso: se mancano candidati, se mancano competenze, se formazione e orientamento non intercettano abbastanza i fabbisogni reali oppure se i tempi e gli strumenti dell’incontro tra domanda e offerta non sono sufficientemente efficaci».
A giudizio di Confcommercio, questo dato assume un peso specifico ancor più rilevante se pensiamo che questo è «un territorio che punta ad allungare la stagione turistica oltre luglio e agosto». Aggiungendo poi: «Se vogliamo destagionalizzare davvero, dobbiamo essere capaci – questa la sottolineatura – di sostenere anche il mercato del lavoro che accompagna questa trasformazione. Non possiamo chiedere alle imprese di restare aperte più a lungo e contemporaneamente lasciare irrisolto il problema del personale».
L’invito di Pieragnoli va in una direzione precisa: rafforzare il dialogo tra imprese, scuole, formazione professionale e servizi per l’impiego. «Il punto non è soltanto formare più persone, ma – avverte – formare le professionalità che il territorio sta realmente cercando e fare in modo che imprese e lavoratori riescano a incontrarsi più rapidamente. I numeri ci dicono che le opportunità ci sono anche a settembre: dobbiamo evitare che restino vacanti».











