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IL RITORNO ALL’UTILE

Marinvest (Msc), il vero segnale è nelle partecipazioni: meno dividendi, più valore industriale

Una delle portacontainer della grande flotta di Msc

La holding italiana del gruppo Msc chiude il 2025 con 27,4 milioni di euro di utile netto, dopo la pesante perdita del 2024. A prima vista, però, il dato più sorprendente è un altro: i dividendi incassati dalle partecipate scendono da 37,8 a 28,8 milioni. Il miglioramento dei conti nasce soprattutto dalla fine delle svalutazioni, mentre il portafoglio continua a esprimere un valore economico molto superiore a quello contabile.

Il bilancio 2025 di Marinvest, la holding attraverso cui la famiglia Aponte presidia una parte importante delle attività italiane del gruppo Msc, racconta una storia di forte recupero, ma anche di trasformazione del modello finanziario della società.

Il primo numero è quello che salta immediatamente agli occhi: 27,4 milioni di euro di utile netto, contro una perdita di quasi 47 milioni nel 2024. Un’inversione di circa 74 milioni di euro che restituisce alla holding una fisionomia decisamente più solida. Il confronto, tuttavia, va letto con attenzione: nel 2024 Marinvest aveva dovuto contabilizzare circa 91,2 milioni di svalutazioni sulle partecipazioni, soprattutto legate a Gnv. Nel 2025 queste svalutazioni non si sono ripetute.

È dunque un ritorno all’utile importante, ma non semplicemente il risultato di una brusca esplosione della redditività delle controllate.

Il prospetto dei proventi da partecipazioni mette in evidenza un elemento particolarmente interessante. Nel 2025 Marinvest ha incassato 28,819 milioni di euro di dividendi, contro i 37,776 milioni del 2024: quasi 9 milioni in meno, pari a una contrazione di circa il 23,7%.

Eppure la holding torna ampiamente in utile. Questo significa che la capacità di Marinvest di generare risultato non può essere valutata soltanto sulla base della cedola distribuita dalle partecipate. Il 2025 è stato soprattutto un anno di normalizzazione patrimoniale dopo le pesanti rettifiche del precedente esercizio.

La parte più importante dei dividendi continua comunque a concentrarsi in poche società strategiche.

Ignazio Messina & C. rimane il principale contributore, con 14,7 milioni di euro, anche se in forte riduzione rispetto ai 24,5 milioni del 2024. MSC Italia sale invece da 5 a 6 milioni, mentre MSC Crociere passa da 1 a 2,5 milioni. Anche Mediterranean Shipping Company srl cresce, da 500 mila a 540 mila euro.

Significativo è invece il calo di La Spezia Container Terminal, che dai 4,224 milioni di dividendi del 2024 scende a 2,88 milioni nel 2025, pur rimanendo uno degli asset più importanti del portafoglio. Il terminal, partecipato al 40%, ha comunque chiuso il 2025 con un utile di 41,5 milioni.

Se si guarda alla distribuzione dei dividendi, emergono due protagonisti: Msc Italia e Ignazio Messina.

La prima conferma una capacità di generare cassa relativamente stabile: 6 milioni di dividendi nel 2025 contro 5 milioni l’anno precedente. La seconda rimane nettamente il principale motore della remunerazione della holding, nonostante il ridimensionamento rispetto al picco del 2024.

Non è un dettaglio marginale. Significa che una parte consistente della redditività finanziaria di Marinvest continua a dipendere dalla performance di un numero ristretto di partecipazioni strategiche.

Il prospetto delle partecipazioni offre però una lettura ancora più interessante. Il valore di bilancio delle partecipazioni ammonta complessivamente a circa 52 milioni di euro. Il valore determinato secondo il metodo del patrimonio netto, invece, arriva a circa 289,7 milioni.

La differenza è enorme: circa 237,7 milioni di euro. In altre parole, secondo i valori indicati nel prospetto, il patrimonio netto delle società partecipate attribuibile a Marinvest è largamente superiore al valore al quale quelle partecipazioni risultano iscritte contabilmente.

È una fotografia che aiuta a capire la natura della holding: Marinvest non è soltanto una società che raccoglie dividendi, ma è soprattutto un veicolo che concentra partecipazioni industriali di valore significativo. Tra i casi più evidenti ci sono La Spezia Container Terminal, la partecipazione in Ignazio Messina, Terminal Napoli, Msc Crociere e gli altri asset portuali e logistici. Il solo valore della quota di La Spezia Container Terminal calcolato secondo il patrimonio netto supera gli 86,9 milioni di euro, contro un valore contabile di circa 10 milioni. Ancora più marcato il caso di Ignazio Messina: la quota indicata nel prospetto vale secondo il metodo del patrimonio netto 161,2 milioni, a fronte di un valore di bilancio di circa 21,9 milioni.

Il quadro che emerge è quindi meno banale di quello suggerito dal semplice confronto tra utile e perdita. Marinvest nel 2025 torna a guadagnare, ma contemporaneamente incassa meno dividendi. La spiegazione sta nella natura straordinaria delle svalutazioni che avevano appesantito il 2024 e nella capacità del portafoglio di mantenere un valore industriale elevato.

Nel frattempo il gruppo continua a muoversi. Secondo quanto emerge dal bilancio, nei primi mesi del 2026 Marinvest ha acquisito il restante 49% dell’Agenzia Marittima Aldo Spadoni, portando la partecipazione al 100%, e ha acquisito anche il 100% di Msc Cargo Service.

Il messaggio che arriva dai numeri, dunque, è quello di una holding in fase di consolidamento e contemporaneamente di espansione.

Il 2025 non è stato l’anno dei dividendi record. È stato piuttosto l’anno in cui Marinvest ha ricostruito la propria redditività dopo le svalutazioni del 2024, mantenendo in portafoglio partecipazioni il cui valore economico appare, secondo il metodo del patrimonio netto, enormemente superiore ai valori contabili.

Per Msc, insomma, la fotografia italiana resta quella di una grande piattaforma industriale: porti, terminal, shipping, crociere, agenzie marittime e logistica. E Marinvest ne rappresenta uno dei principali snodi finanziari e proprietari.

Angelo Roma

(Angelo Roma è consulente marittimo con una lunga esperienza in attività marittimo-portuali)

Pubblicato il
1 Settembre 2026
di ANGELO ROMA

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