Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

«Pierburg, passo importante ma ora lo riempiano di garanzie»

L’assessore Mirabelli dopo l’incontro con i vertici tedeschi al ministero

Lo stabilimento Pierburg a Livorno a due passi dal varco portuale Valessini

LIVORNO. «Un passaggio importante nella vertenza Pierburg». Così il giudizio dell’assessore Federico Mirabelli, che torna a puntare la luce dei riflettori di Palazzo Civico sul tavolo del ministero delle imprese e del Made in Italy: si tratta del confronto che, con i sindacati, «avevamo richiesto da tempo». Fondamentale per «conoscere le garanzie sociali che Rheinmetall intende assicurare e le prospettive industriali e occupazionali che il nuovo soggetto proprietario sarà in grado di offrire».

Mirabelli, lunga esperienza in fabbrica come lavoratore Magna e come esponente Fiom, nella squadra del sindaco Luca Salvettisi si occupa della regia delle politiche verso il lavoro e, più complessivamente, il fronte delle fabbriche: perché mette l’accento su quello che definisce «un passaggio importante». È presto detto: annota che «per la prima volta, in sede ministeriale, è stato possibile avviare un confronto diretto con i rappresentanti europei di Rheinmetall, i vertici della divisione Power Systems, oggetto del processo di vendita, e il fondo Aequita, potenziale acquirente».

L’assessore segnala che nell’incontro da parte dei rappresentanti di Rheinmetall Power Systems è stata illustrata «una possibile soluzione finalizzata a garantire un saldo occupazionale in pareggio, con particolare riferimento allo stabilimento di Livorno». In concreto, cosa? «È stata prospettata l’ipotesi di trasferire alcune produzioni da uno stabilimento tedesco a quello livornese, con volumi di lavoro che, secondo quanto dichiarato, sono contrattualizzati fino al 2031», afferma Mirabelli. Si è fatto riferimento – spiega – a «componenti dell’industria dell’auto legati al settore elettrico, senza tuttavia specificare nel dettaglio le produzioni interessate, e a tempi di trasferimento indicativamente compresi tra uno e tre anni».

L’assessore Federico Mirabelli a destra accanto al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

È dunque su questo che va concentrata l’attenzione andando a “vedere le carte”, dice Mirabelli: gli elementi che dovranno essere approfonditi e messi in relazione tra loro, perché – tiene a sottolineare – «la durata dei volumi produttivi prospettati, i tempi necessari per trasferire le lavorazioni e la loro effettiva consistenza rappresentano aspetti decisivi per valutare la solidità delle garanzie occupazionali». È in questo contesto che è stata anche «avanzata la richiesta di una proroga della cassa integrazione».

Beninteso, Mirabelli ribadisce che a «ad oggi, tuttavia, siamo ancora di fronte a un’ipotesi, non accompagnata da numeri, documenti e impegni formalizzati che consentano di verificarne la reale sostenibilità». Dunque: è indispensabile «passare dalle dichiarazioni di disponibilità a impegni concreti, misurabili e verificabili».

L’assessore mette in chiaro anche un «altro passaggio importante»: la presentazione del fondo Aequita, soggetto specializzato «nell’acquisizione, nella ristrutturazione e nel rilancio di imprese, che opera attraverso capitali propri». Mirabelli richiama il fatto che Aequita ha confermato l’obiettivo di concludere il processo di acquisizione «entro il 31 dicembre 2026». L’ha fatto – dice Mirabelli – evidenziando due questioni particolarmente rilevanti: «Da una parte, la gestione delle eccedenze occupazionali a livello complessivo; dall’altra, la necessità di affrontare il problema della competitività di una gamma di prodotti automotive che necessita di un profondo processo di innovazione».

L’una e l’altra criticità rendono «ancora più urgente», dice l’assessore, la conoscenza delle strategie industriali del fondo, gli investimenti previsti, le nuove produzioni e le prospettive dei singoli stabilimenti, a partire da quello di Livorno.

Le parti si sono date appuntamento al 30 novembre: entro quella data Rheinmetall e Aequita sono chiamate a «presentare una proposta scritta sulle garanzie occupazionali e sulle prospettive industriali», avverte Mirabelli. «Consideriamo questo un passaggio decisivo. Il prossimo incontro – è l’argomentazione – dovrà rappresentare un avanzamento sostanziale rispetto a quello appena svolto. Ci aspettiamo impegni precisi, sia sul versante delle garanzie sociali sia su quello del progetto industriale».

Cosa si aspetta Livorno? «La priorità resta la salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale e la continuità produttiva dello stabilimento Pierburg», insiste Mirabelli ribadendo che rappresenta «un patrimonio importante di competenze professionali, capacità industriali e lavoro qualificato». Per questa ragione il passaggio di mano da una proprietà all’altra «non può tradursi in un arretramento industriale e occupazionale: deve invece rappresentare l’occasione per costruire una prospettiva di rilancio, innovazione e sviluppo».

Pubblicato il
21 Ottobre 2026

Potrebbe interessarti

Speriamo che ce la caviamo

Questo è lo spazio della homepage in cui il nostro Antonio Fulvi, direttore di questo giornale per più di mezzo secolo, affilava i propri corsivi nel segno della sua ironia così toscana: l’ “avatar”,...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio