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LA TRAPPOLA

Truffe via mail, attenzione alle richieste ingannevoli

La Camera di Commercio mette in guardia imprese e cittadini

LIVORNO. Non sono una novità i tentativi di truffa via mail ingannevoli: stavolta però sembra che i furbetti che hanno preso di mira la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno sembra abbiano provato a vestire i panni dell’ente camerale con particolare destrezza. La Camera di Commercio informa che ha ricevuto segnalazione di “furbetti” in azione che si spacciano per uffici camerali: per questo invita «imprese e cittadini alla massima prudenza».

Nelle mail si usano diciture che richiamano falsamente i servizi offerti della Camera di Commercio, ad esempio il Registro Imprese. Puntano a «estorcere pagamenti non dovuti», dicono dal quartier generale dell’istituzione camerale segnalando che «si tratta di falsi avvisi a cui la Camera di Commercio ed il sistema camerale sono del tutto estranei». Viene sottolineato che «le imprese ricevono richieste di dati e di pagamento che sembrano inviati dalla Camera, con l’obiettivo specifico di confondere i destinatari».

Gli uffici camerali invitano le imprese e la cittadinanza a «diffidare dalle richieste di pagamento o di aggiornamento dati che non provengano dai canali camerali ufficiali» e a rivolgersi comunque sempre alla Camera di Commercio per verificare la natura e la veridicità della richiesta («tali precauzioni sono l’unico modo per evitare queste truffe»).

Ecco le regole di prudenza che la Camera di Commercio invita a seguire:

  • leggere sempre con attenzione: non fermarsi all’oggetto o al mittente; analizzare il contenuto della mail, prestando attenzione a eventuali errori grammaticali o richieste anomale;
  • verificare il mittente: gli indirizzi e-mail ufficiali della Camera di Commercio e delle altre istituzioni pubbliche non utilizzano domini generici o palesemente estranei;
  • non cliccare su link sospetti e nemmeno scaricare allegati se non si è assolutamente certi della provenienza e dell’autenticità della comunicazione;
  • diffidare dell’urgenza: i tentativi di truffa fanno «quasi sempre leva su scadenze imminenti o minacce di sanzioni per indurre l’utente ad agire d’impulso»;
  • contattare gli uffici della Camera di Commercio prima di pagare o di comunicare i dati,

Vale la pena di ricordare – tengono a sottolineare dalla sede livornese della Camera di Commercio delle province di Livorno e Grosseto, nel seicentesco Palazzo della Dogana livornese – l’unico versamento obbligatorio richiesto annualmente dalla Camera di Commercio è il “diritto annuale”. Attenzione, viene riscosso «esclusivamente tramite modello F24 o piattaforma PagoPa».

Pubblicato il
4 Novembre 2025

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