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DIFESA TECH

L’asse italo-francese sui mari: nasce un centro di Thales per la Marina italiana

Il nuovo attivismo dell’Italia riguardo a quanto si muove in mare e negli abissi

La fregata Marceglia

LIVORNO. Si rafforza la collaborazione tra la Marina Militare e Thales: nell’Arsenale di Taranto è stato inaugurato un moderno centro dedicato alla manutenzione dei sonar e degli equipaggiamenti installati sulle navi della Marina. Ne dà notizia il colosso francese dell’elettronica che si è specializzato nei settori difesa, aerospazio e sicurezza cyber-digitale: 83mila addetti in poco meno d’una settantina di Paesi al mondo, 20,6 miliardi di fatturato (e quattro miliardi investiti ogni anno in ricerca e sviluppo, principalmente intelligenza artificiale, cybersecurity, tecnologie quantistiche e cloud).

L’apertura del nuovo centro – viene spiegato – consente di «dimezzare i tempi di intervento sui sistemi Thales grazie all’impiego di esperti e tecnici locali altamente qualificati». A ciò si aggiunga che la struttura tarantina consentirà di formare personale della Marina Militare italiana relativamente alla «manutenzione di tutti i sistemi supportati, favorendo così il trasferimento di competenze specialistiche direttamente sul campo».

Viene sottolineato che «la capacità di sorveglianza e affidabilità dei sonar Thales nella rilevazione e classificazione di sottomarini e oggetti subacquei» viene ora «rinforzata da una capacità di supporto logistico di prossimità di altissima efficacia e reattività».

Non è solo una enunciazione, questo rafforzamento della cooperazione all’interno di una dimensione europea che non sembra scalfito dagli alti e bassi della temperatura dei rapporti politici italo-francesi: da un lato, Thales riafferma il proprio impegno nel sostenere la Marina Militare; dall’altro, a sua volta quest’ultima ribadisce la fiducia verso il gruppo «mettendo a disposizione nell’Arsenale di Taranto un’infrastruttura dedicata al programma “Tlsm” per le “Fremm”. Del resto, la collaborazione italo-francese in fatto di costruzione di una nuova generazione di fregate ci porta indietro nel tempo almeno di 15-20 anni: e con il programma “Tlsm” la collaborazione non arriva più solo fino alla vendita ma si estende ad accompagnare tutta la durata della permanenza in servizio curandone aspetti di manutenzione e ammodernamento, che gli esperti del settore ritengono ormai importanti quanto la progettazione.

Al lavoro nel centro Thales

Ma questo è anche un altro tassello che mostra l’attenzione che l’Italia sta mettendo nel predisporre una capacità di difesa subacquea: come se, fra protezione delle tecno-infrastrutture presenti negli abissi e proiezione nella tutela degli interessi fuori dai confini della terraferma, la difesa dal lato mare avesse preso il posto del vecchio sistema che predisponeva le forze armate nel Nord Est a difesa da eventuali invasioni da quel quadrante. A tal proposito, si pensi anche a quanto è avvenuto con la strutturazione del Polo nazionale della dimensione subacquea (Pns) che ha aggregato in un’unica realtà istituzioni militari, grande industria a controllo pubblico, imprese private e eccellenze tech, centri di ricerca e atenei.

Thales afferma di aver investito per «posizionare in Italia competenze addestrate e asset tecnici lì dove sono più necessari ed efficaci: sui “waterfront” dei principali arsenali militari». Questo processo localizza e avvicina al destinatario «un capitale strategico di abilità tecnica e strumentazione tecnologica»: lo trasferisce in Italia, al servizio della Difesa italiana.

La cooperazione – viene segnalato – si rafforza ulteriormente con la firma di due contratti pluriennali di manutenzione e supporto: «Il primo, dedicato alle fregate classe “Fremm”, riguarda la manutenzione della suite sonar integrata e delle soluzioni di guerra elettronica; il secondo, dedicato ai cacciamine classe Gaeta, riguarda la manutenzione del sonar a profondità variabile a bordo».

Riguardo al primo aspetto, ci si riferisce al fatto che, attraverso Occar (alleanza europea allargata) e Orizzonte Sistemi Navali (il polo tech di Leonardo e Fincantieri), è stato sottoscritto «un contratto di 4 anni e mezzo (più uno opzionale) per il supporto logistico per la manutenzione dei sonar  e dei sistemi di guerra elettronica  installati sulle fregate della classe “Fremm”. Relativamente al secondo elemento, Thales figura quale mandataria di una “alleanza” con Leonardo riguardo a «un ulteriore accordo per fornire un supporto logistico di 18 mesi ai sistemi sonar imbarcati sui cacciamine classe Gaeta, rafforzando l’efficacia e la tempestività degli interventi».

Queste le parole di Donato Amoroso, amministratore delegato di Thales in Italia: «Siamo veramente orgogliosi di collaborare con la Marina Militare, contribuendo a garantire servizi sempre più rapidi ed efficienti. Ringraziamo la Marina per aver reso disponibile la struttura fronte mare dell’Arsenale di Taranto dove opera il nostro team di tecnici italiani. Questo presidio ci consente di effettuare interventi manutentivi a tutti i livelli, dalla semplice sostituzione di componenti fino alle operazioni più complesse. Con questa iniziativa, ribadiamo con forza il nostro impegno e la valorizzazione delle competenze italiane al servizio della Difesa italiana».

Bob Cremonesi

Pubblicato il
17 Dicembre 2025
di BOB CREMONESI

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