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LA PROTESTA

«La sanità marittima non regge più, le istituzioni si facciano sentire»

I marittimi Cgil tornano alla carica denunciando l'odissea di un lavoratore malato oncologico

LIVORNO. La sanità marittima non ce la fa più: negli ultimi anni, «e con crescente evidenza», stanno emergendo «criticità nel funzionamento, in particolare per quanto riguarda l’accesso e la continuità dei servizi garantiti dalla Sasn di Livorno», cioè il centro che si occupa dei servizi di assistenza sanitaria al personale navigante. Sono «difficoltà che ricadono direttamente sui lavoratori del mare, spesso proprio nei momenti di maggiore fragilità». Non è un segreto: già nelle scorse settimane vi sono state proteste e iniziative di lotta con cui il sindacato ha alzato il velo sul fatto che la sanità marittima a Livorno può contare su forze ridottissime.

A tornare alla carica adesso sono i marittimi Cgil segnalando l’odissea di «un marittimo livornese, affetto da gravi patologie oncologiche e regolarmente in malattia, che nel giorno stesso di un intervento chirurgico ospedaliero si è trovato ad affrontare notevoli difficoltà per ottenere il prolungamento della certificazione sanitaria».

Il motivo? A causa dell’«assenza del medico di turno, per motivi documentati», il lavoratore è stato «indirizzato verso un altro medico fiduciario, con conseguenti ritardi e incertezze procedurali che hanno reso particolarmente complesso un passaggio che avrebbe dovuto essere semplice e automatico».

La cosa si è risolta «solo dopo numerosi tentativi e grazie alla disponibilità del personale sanitario presente»: il marittimo è riuscito ad ottenere «un prolungamento della malattia, vivendo però una situazione di forte stress e disagio umano in una giornata già segnata da un delicato intervento chirurgico». Quest’esperienza dolorosa – viene sottolineato – «si è aggiunta al peso della malattia e ha fatto emergere, ancora una volta, le fragilità del sistema».

DALL’ARCHIVIO: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima che a metà dicembre 2025 dava conto della protesta sindacale davanti alla sede degli uffici della sanità marittima a Livorno

Il documento sindacale insiste su un aspetto: «È importante chiarire che non si tratta di una critica rivolta ai singoli medici o al personale sanitario, che spesso opera con professionalità e spirito di servizio anche in condizioni difficili». Il punto è un altro: le problematiche hanno invece «una natura strutturale e organizzativa, legata alla carenza di risorse, alla discontinuità del servizio e alla mancanza di un adeguato supporto istituzionale».

I marittimi Cgil vogliono mettere in chiaro che «in una città come Livorno, da sempre legata al mare e al lavoro marittimo, queste situazioni risultano particolarmente gravi». Aggiungendo poi: «La sanità marittima non può dipendere dalla buona volontà dei singoli, ma – viene ribadito – deve essere sostenuta in modo concreto dagli enti statali e regionali preposti, attraverso investimenti, programmazione e un rafforzamento stabile dei servizi».

Ecco perché questa mobilitazione sindacale chiede «un intervento deciso delle istituzioni competenti». Obiettivo: sia «garantita la piena operatività della “Sasn” (servizi di assistenza sanitaria al personale navigante) e assicurata ai marittimi una tutela sanitaria continua, dignitosa e certa, soprattutto nei momenti più delicati del loro percorso di vita e di lavoro». Anche nella sanità marittima «tutela della salute, dignità del lavoro e rispetto delle persone devono tornare ad essere principi al centro».

Pubblicato il
22 Gennaio 2026

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