La patente D per avvicinarsi in modo soft al fascino del navigare
Istruzioni (e limitazioni) per l’uso, finalmente c’è il decreto che la rende operativa
LIVORNO. La piccola nautica soffre, sia per i costi in crescita che per i soliti eccessi di burocrazia. Ma finalmente con il decreto dirigenziale del 3 febbraio 2026 (prot. n. 31) il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha definito le procedure operative per la vigilanza e lo svolgimento degli esami della patente nautica di categoria D, tipo D1, rendendo finalmente pienamente attuabile il nuovo percorso di abilitazione. La nuova patente viene considerata un incentivo importante per chi vuole limitarsi a navigazioni sottocosta.
La patente D1, introdotta dal Codice della nautica da diporto per la conduzione di natanti e imbarcazioni a motore e moto d’acqua, entra così nella fase operativa: corsi formativi, esercitazioni pratiche e prova finale a quiz possono ora essere svolti secondo modalità uniformi su tutto il territorio nazionale. La cornice esplicativa è già all’esame delle Capitanerie di porto e dei centri della Motorizzazione civile.
La patente D1 rappresenta una novità interessante nel settore, accessibile a tutti coloro che hanno compiuto 16 anni. È importante sottolineare che questa nuova categoria non è esclusiva per i giovani, ma offre un’opzione aggiuntiva per chiunque desideri avvicinarsi alla nautica con alcune limitazioni. La D1 abilita alla conduzione di natanti e imbarcazioni fino a 12 metri, incluse le moto d’acqua, con le seguenti restrizioni:
- Navigazione esclusivamente diurna
- Limite di 6 miglia dalla costa
- Per le imbarcazioni, potenza del motore non superiore a 85 kW o 115,6 cv
(A.F.)











