A 24 ore dalla tragica fine di Nico, un altro morto sul lavoro nel porto di Livorno
Malore fulmina un operaio di 60 anni: operava nella bonifica dell’ex centrale del Marzocco

LIVORNO. Non sono passate che poche ore dalla tragica fine del conduttore della pilotina e il porto di Livorno torna a piangere la morte di un lavoratore morto sul luogo di lavoro: stavolta vittima probabilmente di un malore che l’ha fulminato mentre era all’opera per una ditta appaltatrice. Ma, come dice la stessa Authority che governa lo scalo labronico, si tratta di «circostanze ancora da chiarire».
Stando alle primissime informazioni in attesa di riscontro ufficiale, dovrebbe trattarsi di un operaio sessantenne originario dell’Est Europa, non è chiaro se abiti nella zona di La Spezia o se, come riferiscono altre fonti, sia domiciliato nel Nord della Toscana, in provincia di Massa Carrara.
Il punto in cui si è accasciato al suolo è a meno di due miglia dalla zona dove 24 ore prima si è inabissata la pilotina condotta da un marittimo poco più che trentenne.
DALL’ARCHIVIO: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si racconta la tragedia costata la vita al giovane conduttore di una pilotina nel porto di Livorno
L’uomo era al lavoro nella bonifica che, per conto dell’Authority, sta interessando l’area dell’ex centrale termoelettrica del Marzocco in via Salvatore Orlando, all’estrema periferia nord della città. È un impianto dismesso che si affaccia sul Canale industriale del porto di Livorno: nella trasformazione che sta interessando quella fascia di aree portuali, si tratta di uno spazio destinato a diventare il polo energetico a servizio dell’elettrificazione delle banchine.
L’uomo si è accasciato all’improvviso, nelle vicinanze erano presenti alcuni colleghi di lavoro che hanno immediatamente richiesto i soccorsi: è stata chiamata la centrale operativa dei servizi di emergenza, il 118 ha inviato sul posto una ambulanza della Misericordia ma è stato vano ogni tentativo dei sanitari di salvare la vita all’operaio.
«A distanza di nemmeno un giorno dalla tragica scomparsa di Nico Ulivieri, il giovane pilota deceduto a causa di un incidente all’imboccatura del porto, siamo nuovamente a manifestare il più vivo dolore per un’altra morte avvenuta sul luogo di lavoro»: queste le parole con cui da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale livornese, il presidente Davide Gariglio esprime il proprio «più profondo cordoglio» e la propria vicinanza ai familiari dell’operaio morto. Aggiungendo poi: «Siamo profondamente scossi di fronte a questa tragedia che colpisce tutta la comunità portuale».











