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FONDI PNRR

Sos dai frantoi: indispensabile una proroga di almeno 60 giorni

«Siamo vittime di ritardi che non dipendono da noi imprese»

Alberto Amoroso, presidente della Associazione Italiana Frantoiani Oleari Aifo

ROMA. Il fronte delle imprese dei frantoi – composto da Aifo, Assofrantoi e Cna Agroalimentare – suon ala sirena d’allarme relativamente alla misura del Pnrr dedicata all’ammodernamento dei frantoi oleari. Le tre organizzazioni rappresentano la filiera olivicolo-olearia, comparto della trasformazione compreso, e in tale veste hanno inviato una lettera al ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida. Il motivo? «Si registrano ritardi nell’erogazione degli anticipi da parte delle Regioni» e questo, in diversi casi, sta incidendo sulla possibilità di «procedere con la consegna dei macchinari e, quindi, sull’attuazione degli investimenti». Come dire: rischia di «rallentare concretamente la realizzazione degli interventi finanziati».

Al ministro viene chiesta la convocazione urgente di un tavolo di confronto in quanto – viene messo in risalto – «emergono criticità che rischiano di compromettere il rispetto del cronoprogramma e il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr». È quanto salta agli occhi «dall’analisi condotta su scala nazionale, attraverso il coinvolgimento diretto delle imprese e delle società di finanza agevolata che le supportano nella partecipazione ai bandi».

Il confronto in sede ministeriale – viene messo in evidenza – dovrebbe «coinvolgere, oltre alle amministrazioni competenti, anche i rappresentanti della filiera»: ciò al fine di «verificare lo stato di avanzamento degli interventi e individuare soluzioni operative condivise». Contestualmente, nel caso si palesasse «l’impossibilità oggettiva di rispettare le scadenze attuali», viene chiesto che sia prevista «una proroga congrua, stimata in almeno 60 giorni», per permettere il completamento degli investimenti e salvaguardare il pieno utilizzo delle risorse Pnrr. Anche perché, secondo le tre organizzazioni di categoria, occorre «garantire che una misura strategica per il rilancio e l’innovazione del comparto olivicolo nazionale possa raggiungere pienamente i risultati attesi, senza penalizzare le imprese che hanno scelto di investire».

A giudizio delle associazioni, questa situazione «non dipende dai frantoiani ma – viene sottolineato – da fattori esterni di natura amministrativa e gestionale». Al tirar delle somme, si corre il pericolo reale di «compromettere la conclusione degli investimenti e di esporre le imprese alla possibile revoca dei contributi».

Queste le parole di Alberto Amoroso, presidente di Aifo: «Il rischio concreto è che imprese pronte a investire e a innovare vedano sfumare un’opportunità strategica per cause non imputabili a loro. Il tema degli anticipi è oggi determinante: le crisi internazionali degli ultimi anni hanno messo sotto pressione la liquidità delle imprese. Senza adeguato sostegno finanziario, diventa complesso rispettare i tempi e dare piena attuazione agli interventi».

Così il commento di Paolo Mariani, presidente di Assofrantoi: «I frantoi hanno aderito con convinzione alla misura e programmato gli investimenti. Oggi però si trovano a gestire criticità che stanno rallentando l’avanzamento dei progetti. È necessario intervenire rapidamente per garantire condizioni operative coerenti con la realtà del settore».

Ecco le parole di Francesca Petrini, presidente di Cna Agroalimentare: «Questa misura rappresenta una leva fondamentale per la modernizzazione del comparto. Tuttavia, per essere efficace, deve poggiare su tempi certi e su un adeguato supporto finanziario alle imprese. In caso contrario, il rischio è quello di disperdere un’opportunità importante».

Pubblicato il
24 Marzo 2026

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