Grandi Molini, non decolla il dialogo su integrativo e premio di risultato
Ora i sindacati alzano il tiro: stop a straordinari e flessibilità

La sede degli impianti industriali di Grandi Molini Italiani a Livorno
LIVORNO. Così non va: i tempi sono «troppo lunghi» mentre invece c’è bisogno di «relazioni sindacali moderne, partecipazione e proposte concrete sul premio di risultato». I sindacati Cgil Cisl Uil di categoria alzano il tiro sulla vertenza Grandi Molini Italiani, che ha al centro anche il sito produttivo di Livorno. Nel mirino il fatto che la trattativa per il primo accordo integrativo di gruppo non decolla. Per dare forza alle proprie richieste, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, insieme alle Rsu e alle Rsa, hanno proclamato «il blocco degli straordinari e delle flessibilità in tutti i siti del gruppo, compreso lo stabilimento di Livorno, riservandosi di valutare ulteriori iniziative di mobilitazione».
L’impianto livornese di via Leonardo Da Vinci è «pienamente coinvolto nella vertenza nazionale», dicono i dirigenti sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil esprimendo «forte preoccupazione e insoddisfazione» per come va avanti il confronto con l’azienda: «È iniziato nel corso del 2024 e proseguito con incontri discontinui, ha tempi estremamente dilatati e senza risposte concrete sulle richieste contenute nella piattaforma sindacale unitaria».
La piattaforma presentata dalle tre sigle sindacali mira innanzitutto a costruire «un sistema di relazioni industriali moderno e partecipativo, fondato sul confronto preventivo, sulla trasparenza e sul pieno riconoscimento del ruolo delle rappresentanze sindacali». Tra le principali richieste:
- la costituzione di un coordinamento nazionale delle Rsu e delle Rsa,
- informative periodiche su investimenti, occupazione, innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro e sicurezza,
- definizione di un premio di risultato e dell’accordo integrativo di gruppo.
«Le relazioni sindacali – dicono gli esponenti di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – non possono essere considerate un semplice adempimento formale né essere affrontate soltanto in maniera occasionale»: occorre fare «uno strumento concreto per prevenire i conflitti, tutelare l’occupazione, migliorare le condizioni di lavoro e accompagnare responsabilmente l’evoluzione produttiva e organizzativa dell’azienda».
I tre sindacati chiedono a Grandi Molini Italiani «un immediato cambio di passo». Come? Riprendendo «una trattativa continua e concreta», entrando «nel merito delle proposte sindacali» e presentando «risposte adeguate sul premio di risultato e sull’accordo integrativo». Lo ripetono aggiungendo che la vertenza «non riguarda soltanto le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori»: coinvolge «anche le prospettive produttive e occupazionali del territorio».











