Crociere in Medio Oriente, il calo iniziato già due anni fa
Lorusso: dopo la guerra ci vorranno almeno due anni per ritrovare la fiducia dei turisti

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GENOVA. È «in calo già dal 2024» il numero di passeggeri italiani che hanno acquistato crociere in Medio Oriente: parola di Ticketcrociere, la prima piattaforma italiana di vendita crociere con sede a Genova, che ha passato al vaglio le serie storiche della propria banca dati. A ciò si aggiunga il fatto che il confronto con i Caraibi – l’ “homeport” mondiale per eccellenza, a cui il nuovo business delle crociere mediorientali aspira a rosicchiare passeggeri, soprattutto europei – svela che «la competizione tra le due destinazioni è durata poco».
I dati sono questi: «Nel 2023, dopo aver prenotato sul portale di Ticketcrociere, 1.100 crocieristi tricolori si sono imbarcati su navi che hanno navigato in Medio Oriente, spinti anche dall’effetto novità della tratta. Nel 2024 e nel 2025 i passeggeri sono stati rispettivamente 830 e 576, registrando una riduzione probabilmente collegata alla percezione di sicurezza sulla zona, in calo già prima dello scoppio della guerra». E adesso? Sono 65 i passeggeri movimentati nei primi due mesi di quest’anno, dicono i numeri. Queste cifre, secondo quanto spiega Ticketcrociere, sono in linea con le tendenze a livello globale: secondo la Clia, la più grande associazione commerciale al mondo dedicata all’industria delle crociere, «nel 2024 si sono imbarcati nei porti del Medio Oriente 517mila passeggeri, vioè il 3,9% in meno rispetto all’anno precedente».
Sempre nel 2023, dopo aver acquistato i biglietti sul portale di Ticketcrociere, sono partiti per i Caraibi 964 crocieristi («meno di quelli che hanno scelto il Medio Oriente»). Già l’anno siccessivo, però, l’andamento inizia a cambiare: 813 passeggeri nei Caraibi, quasi un testa a testa. Nel 2025 la tendenza si inverte: 1.016 crocieristi nell’area caraibica contro i 576 del Medio Oriente. Infine si arriva al 2026: solo 65 passeggeri movimentati nei primi due mesi dell’anno nella Penisola arabica, come detto, e invece nei Caraibi quasi cinque volte tanto (298, dato parziale a febbraio). «Il tutto – si afferma – nonostante i prezzi: una cabina con balcone per una crociera di una settimana a gennaio-febbraio in Medioriente, su una nave mass market, per un passeggero italiano costava 1.660 euro nel 2025 (2.045 nei Caraibi) e 1.807 nel 2026 (contro 2.073)».
Queste le parole di spiega Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere: «Nonostante questa parabola discendente, negli ultimi due-tre anni abbiamo comunque assistito a un incremento dell’interesse degli italiani verso le crociere in Medio Oriente come alternativa più economica ai Caraibi. Quello che poteva essere l’inizio di una rincorsa è stato però bruscamente interrotto dai recenti conflitti nell’area. Le compagnie sono molto sensibili alla sicurezza dei passeggeri; inoltre pianificano gli itinerari con largo anticipo: ora che hanno posizionato le loro navi altrove, è difficile immaginare un completo ritorno in loco prima di un paio d’anni». Aggiungendo poi: «È anche vero che le destinazioni coinvolte sono turisticamente “giovani” e hanno grandi mezzi per promuovere il turismo. In questo caso però le infrastrutture e il marketing non bastano: le compagnie richiedono stabilità geopolitica e operativa. Il rimbalzo arriverà, ma richiederà molto più tempo del previsto».











