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FABBRICHE

Pierburg in vendita, i lavoratori tornano lunedì a scioperare per  un’ora e mezza

L’indomani c’è l’incontro al ministero. È previsto un presidio davanti ai cancelli

L’ingresso deello stabilimento al centro della protesta sindacale

LIVORNO. Tornano ad alzare il volume della voce i lavoratori della Pierburg Pump Technology Italy, lo stabilimento livornese a due passi dal varco portuale Valessini. Lo fanno in vista dell’incontro previsto sulla loro situazione al ministero delle imprese e del made in Italy in agenda martedì 28 aprile. Il giorno precedente, secondo quanto reso noto dal sindacato di fabbrica (le rsu dello stabilimento), i dipendenti incroceranno le braccia per un’ora e mezzo. In quel lunedì 27 è in agenda, dalle 9 alle 10,30 anche un presidio di protesta.

«Alla vigilia dell’incontro al ministero – affermano in una nota le rsu aziendali – continuano a rincorrersi voci negative sull’esito del confronto e sull’assenza di risposte concrete rispetto alle garanzie richieste». L’obiettivo è cercare di ottenere le stesse garanzie che in Germania sono state riconosciute ai lavoratori («è necessario che anche per i lavoratori della Pierburg vengano garantite condizioni chiare e adeguate»).

Le modalità dello sciopero sono le seguenti:

  • Turno mattina: dalle 9 alle 10,30 con presidio davanti all’ingresso dello stabilimento
  • Turno pomeriggio: dalle 14 alle 15,30
  • Turno serale/notturno: ultima ora e mezza del turno di lavoro

Com’è noto, la casa-madre Rheinmetall, colosso multinazionale tedesco, ha deciso di disfarsi di quanto sta al di fuori del perimetro delle produzioni militari perché ha stabilito di voler concentrare i propri affari nel settore armi, intercettando la scelta del governo tedesco di rispondere con un fortissimo programma di riarmo (e dunque di commesse di tipo militare) alla crisi della propria industria metalmeccanica, principalmente nel settore auto. Risultato: dopo aver passato più di un decennio a cercare di diversificare allargandosi a produzioni civili, soprattutto metalmeccaniche, il dietrofront è stato radicale e ora la capogruppo ha messo in vendita tutti i rami aziendali che non le interessano più.

Quali sono le richieste che vengono messe in campo dal sindacato?

  • Garanzie occupazionali certe;
  • Trasparenza sulle prospettive industriali;
  • Coinvolgimento reale dei lavoratori e delle Rsu;

Già fin da adesso le rappresentanze sindacali di fabbrica dicono senza troppi giri di parole che «se dall’incontro non arriveranno risposte concrete, valuteremo ulteriori iniziative di mobilitazione immediate». Lo ribadiscono invitano i lavoratori a partecipare al presidio indicano tre ragioni:

  • per chiedere chiarezza prima dell’incontro;
  • per ottenere garanzie reali;
  • per difendere lavoro e diritti.
Pubblicato il
24 Aprile 2026

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