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Call center Konecta, il prefetto porterà il caso all’attenzione del ministero

A rischio 76 posti di lavoro. Presidio davanti al Palazzo del Governo

Presidio delle lavoratrici Konecta davanti alla prefettura di Livorno

LIVORNO. Le lavoratrici del call center livornese Konecta si sono rivolte al prefetto Giancarlo Dionisi per fargli conoscere le difficoltà che mettono fortemente a rischio i loro 76 posti di lavoro: il rappresentante del governo in sede locale ha preso l’impegno di portare la vertenza all’attenzione del ministero, secondo quanto riferiscono le rappresentanze sindacali (rsu) Konecta Livorno e le segreterie provinciali Slc-Cgil, Uilcom-Uil e Fistel-Cisl.

Al tavolo del prefetto erano presenti i rappresentanti dell’azienda, le rsu e i vertici delle organizzazioni Cgil Cisl Uil di categoria così come l’assessore comunale Federico Mirabelli, che nella giunta del sindaco Luca Salvetti si occupa di lavoro, e Paola Carradori, in rappresentanza della Regione Toscana.

Davanti alla sede del Palazzo del Governo, mentre una delegazione era in riunione nel salone della prefettura, giovedì 14 maggio le altre lavoratrici hanno inscenato un presidio per tener alta la mobilitazione. L’indomani, venerdì 15, al mattino dalle 9 sarà Palazzo Civico ad accendere i riflettori sulla questione: se ne discuterà nella commissione consiliare economia e lavoro: saranno ascoltate le rsu del call center e sarà presente una delegazione di lavoratrici.

Com’è noto, la vicenda riguarda il call center labronico Konecta che al momento ha a Livorno una unica commessa, quella relativa al servizio clienti 187 Tim. Ma, come spiegano i sindacati, Tim ha in mente di tagliare ulteriormente i volumi. Già adesso i volumi di lavoro sono tali che le addette lavorano solo pochi giorni al mese con una pesante ricaduta sulle busta paga ridotte ai minimi termini, se Tim dovesse confermare la decisione di stringere ulteriormente i cordoni della borsa sarebbero a rischio 76 posti di lavoro perché, come viene sottolineato, «il call center livornese andrebbe incontro a una probabile chiusura già a partire dal prossimo autunno».

Il consigliere regionale dem Alessandro Franchi, presente al presidio, ha annunciato via social che conta di chiamare in causa l’unità di crisi della Regione Toscana, dichiarando il proprio sostegno alla battaglia delle lavoratrici e delle organizzazioni sindacali in nome della garanzia di «continuità occupazionale e prospettive industriali». L’esponente Pd sottolinea che le lavoratrici chiedono «una cosa semplice: poter continuare a lavorare con dignità». È «una richiesta legittima – afferma – che riguarda non solo il loro futuro, ma anche quello del territorio livornese, che non può continuare a perdere occupazione e competenze». Franchi annuncia che chiederà ai nostri parlamentari del proprio schieramento di «presentare un’interrogazione al governo, principale azionista di Tim, perché intervenga». Aggiungendo poi: «Serve un’assunzione di responsabilità chiara da parte dell’azienda e della committente».

Pubblicato il
15 Maggio 2026

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