«La vertenza Konecta deve essere presa in carico dal ministero»
La richiesta di istituzioni e sindacati: guai in vista già alla fine di giugno

I sindacalisti Cgil Cisl Uil di categoria all’incontro per la vertenza Konecta
LIVORNO. Già oggi le 76 lavoratrici del call center livornese Konecta devono fare i conti con la possibilità di lavorare solo pochi giorni al mese (e dunque avere una busta paga falcidiata). Ma le cose potrebbero addirittura peggiorare. Secondo quanto riferito nell’incontro al Museo della Città di Livorno, l’azienda ha confermato la gravità della situazione sottolineando che fino a fine giugno Tim continuerà a garantire il 20% dei volumi del servizio clienti 187. Ma questa – è stato puntualizzato – è al momento l’unica commessa gestita da Konecta a Livorno e Tim starebbe pensando di dimezzare a partire da luglio l’attuale traffico destinato a Livorno, portando i volumi al 10%.
Dalle istituzioni è arrivata la sottolineatura di una «forte preoccupazione per il futuro del sito di Livorno»: hanno preso impegno a «richiedere l’apertura di un tavolo ufficiale al ministero delle imprese e del made in Italy». E, detto per inciso, di farlo «chiedendo anche la presenza di Tim». Questo del coinvolgimento del ministero è un tasto battuto anche dalle organizzazioni sindacali: incalzeranno il ministero in tal senso «attraverso le segreterie nazionali». Scopo: rafforzare ulteriormente la richiesta avanzata dalle istituzioni.

L’incontro dedicato alla vertenza del call center Konecta
All’incontro nei locali del museo hanno preso parte le istituzioni locali (come i Comuni di Livorno e di Collesalvetti), la Regione Toscana, i rappresentanti dell’azienda, i sindacati (con le rsu e le segreterie provinciali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil). Nel frattempo una delegazione delle 76 lavoratrici ha effettuato un presidio davanti al Museo della Città, nel cuore della Venezia. All’incontro erano state invitate anche tutte le forze politiche locali: i sindacati hanno deciso di rivolgere un pubblico ringraziamento a quanti hanno concretamente risposto con la loro presenza, dimostrando vicinanza. Il riferimento è indirizzato a esponenti di Pd (Alessandro Franchi e Giulia Guarnieri), Forza Italia (Alessandro Guarducci) e Avs (Alessandro Chelli).
Tali contenuti al centro dell’attenzione nell’incontro con la Regione Toscana sono stati raccontati nell’incontro che si è tenuto nella sede della Cgil livornese alla presenza anche di Daniele Carchidi, responsabile nazionale Slc-Cgil settore call center, insieme a una delegazione di lavoratrici. Mettendo intanto in chiaro che il faccia a faccia con la Regione è stato «un passaggio importante: per la prima volta ha riunito tutti i soggetti coinvolti nella vertenza del sito di Livorno».
Secondo quanto riferito da fonti sindacali, Konecta ha sottolineato di «essersi attivata a livello locale partecipando a diversi bandi e ricercando nuove opportunità e commesse per Livorno»: solo che al presente «non sono però ancora state individuate soluzioni concrete».
La Regione ha proposto di attivare fondi per la formazione: potrebbero offrire «un primo sostegno ai lavoratori» e favorire «l’acquisizione di nuove competenze professionali».
Da parte delle segreterie delle organizzazioni di categoria e delle rsu è stata messa in risalto la grande «preoccupazione per la tenuta occupazionale del sito»: alle istituzioni e all’azienda è stato chiesto di «mettere in campo ogni azione possibile per individuare una soluzione in tempi rapidi».











