Chi sta con chi nella conquista dei mari: la mappa delle alleanze fra le flotte

La mappa delle alleanze fra le grandi flotte
Il panorama del trasporto marittimo mondiale ha attraversato, nel 2025, una delle ristrutturazioni più significative della sua storia recente. L’anno 2026 segna invece la consolidazione di questa nuova configurazione: le alleanze globali non si ridefiniscono più, ma ottimizzano i network, ridisegnano le rotte commerciali e affinano le dinamiche competitive dell’industria dei container.
OCEAN ALLIANCE. Il consorzio più numeroso mantiene salda la sua posizione di leadership con quattro giganti della navigazione: Cma Cgm, Cosco Shipping, Evergreen Marine e Oocl. Con un accordo rinnovato per un orizzonte pluriennale, questa alleanza continua a dominare le rotte transpacifiche e quelle tra Asia ed Europa, sfruttando una flotta combinata di portacontainer di ultima generazione.
GEMINI COOPERATION. Operativa dal febbraio 2025, la partnership tra Maersk e Hapag-Lloyd è ormai pienamente consolidata nel 2026. L’accordo, che ha unito la più grande compagnia di navigazione del mondo con uno dei principali operatori tedeschi, si distingue per una rete altamente integrata di tipo hub-and-spoke, focalizzata su affidabilità, puntualità e sostenibilità. Nell’aprile 2026, Gemini ha annunciato ulteriori aggiornamenti al proprio network, con nuovi scali in Europa settentrionale e Mediterraneo e un graduale ritorno verso il Canale di Suez.
PREMIER ALLIANCE. Nata nel febbraio 2025 dalla trasformazione della precedente THE Alliance (dopo l’uscita di Hapag-Lloyd), questa alleanza rinnovata vede la collaborazione tra ONE (Ocean Network Express), Yang Ming e Hmm. Il raggruppamento asiatico punta forte sulle rotte intra-asiatiche e sui collegamenti con il Medio Oriente, cercando di contrastare l’egemonia delle flotte più grandi.
MSC. Mentre gli altri si alleano, Msc (Mediterranean Shipping Company) ha scelto una strada completamente diversa. L’azienda svizzera-italiana, da tempo prima compagnia mondiale per capacità di trasporto con oltre il 20% della flotta globale, ha deciso di operare come “Independent Titan” — un titano indipendente con una rete autonoma. Questa scelta strategica riflette la fiducia di MSC nelle proprie dimensioni e nella propria capacità di coprire globalmente le rotte commerciali senza dover condividere risorse con partner, dopo lo scioglimento della storica 2M Alliance con Maersk. L’azienda ha investito massicciamente in nuove navi e nell’espansione dei terminal portuali di proprietà, creando un ecosistema verticale che le garantisce massima flessibilità operativa.
Nel nuovo assetto, la concentrazione del traffico nelle mani di poche grandi alleanze impone una riflessione strutturale: la competizione non è più tra singoli scali, ma tra sistemi portuali integrati. Gli investimenti infrastrutturali — dall’adeguamento dei fondali al potenziamento dei collegamenti ferroviari e retroportuali — assumono una valenza strategica per chi intenda restare all’interno delle principali rotazioni delle alleanze, sempre più selettive nelle toccate.
Ogni alleanza sta ora ottimizzando i propri servizi per eliminare sovrapposizioni e migliorare l’efficienza, piuttosto che ridefinirli. Tutte le alleanze hanno dichiarato che la transizione verso carburanti a basse emissioni è una priorità assoluta. La Gemini Cooperation, in particolare, ha fatto della sostenibilità e della digitalizzazione delle operazioni portuali elementi distintivi della propria offerta.
Il trasporto nelle mani di pochi grandi attori dimostrerà se la loro struttura potrà reggere alle sfide di un mercato sempre più volatile.
Angelo Roma
(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a poco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)











