Il refit secondo Lusben: lo yacht cambia pelle senza perdere la sua storia
Ingegneria, design e innovazione per rifare un “Benetti Classic” del 2009

Il Kos in navigazione e uno yacht Benetti Classic di 37 metri datato 2009 nei cantieri Lusben per il refit
VIAREGGIO. La formula è quella che il gruppo Azimut Benetti ha messo in cantiere negli ultimi anni: seguire gli yacht dalla “nascita” per tutta la loro vita, dunque anche nelle operazioni di riadattamento, ammodernamento tecnologico o risistemazione degli interni. Il m/y “Kos” è uno yacht di 37 metri appartenente alla serie Benetti Classic 120 che è stato varato nel 2009: nell’agosto scorso, subito dopo l’acquisizione dell’imbarcazione da parte del nuovo armatore, è stato affidato alle cure di Lusben, la divisione “refit” del gruppo Azimut Benetti guidato da Giovanna Vitelli, figlia del fondatore Paolo e fresca di investitura come “imprenditrice dell’anno” da parte del Blue Design Summit, il “conclave” della nautica d’innovazione che si tiene a La Spezia.
Non è un segreto che Lusben sia indicato come «uno dei principali centri di refit del Mediterraneo settentrionale»: può contare su una «rete dedicata di strutture all’avanguardia». A Viareggio così come a Livorno e Varazze: il cantiere realizza «progetti di refit e assistenza su misura per i superyacht, motor e sailing yacht di tutto il mondo».
In nome dell’ “approccio integrato” che è l’imprinting di Lusben, ne è saltato fuori «un articolato programma di interventi che ha coinvolto strutture, impianti, sistemi di bordo, aree esterne e interni con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza operativa e aggiornare l’esperienza di bordo, prolungando così il ciclo di vita dell’imbarcazione», com’è stato spiegato illustrando la modalità d’intervento. In sei mesi è stato completato il progetto mettendo in squadra l’azione coordinata – è stato messo in risalto – tra «il team di project management Lusben, i tecnici specializzati, le maestranze coinvolte e l’architetto Laura Rossi, responsabile del progetto di interior design».
Paolo Simoncini, site director di Lusben Viareggio, la spiega così: «Il sito Lusben di Viareggio rappresenta un punto di riferimento per la gestione di refit complessi su yacht e superyacht, grazie alla combinazione di competenze tecniche, capacità produttive e una consolidata esperienza maturata nel tempo». Aggiungendo poi che “Kos” ne è un esempio concreto: «È un progetto che ha richiesto il coordinamento di lavorazioni strutturali, impiantistiche e di interior refit, sviluppate attraverso un approccio integrato che ci consente di accompagnare armatori e professionisti in ogni fase del percorso, garantendo qualità esecutiva, affidabilità e continuità progettuale».
Obiettivo numero uno: la scelta condivisa con l’armatore, «fin dalle prime fasi del progetto», di «preservare il layout generale dello yacht e valorizzarne le caratteristiche distintive». In sostanza: un intervento “selettivo” per «migliorarne funzionalità, comfort e percezione degli spazi». Ad esempio, sul main deck Lusben ha fatto da regista per importanti lavorazioni strutturali: a cominciare dall’«apertura di una nuova vetrata a tutta altezza nel salone» così come le verifiche tecniche necessarie per «la riconfigurazione dell’area scala tra ponte principale e ponte superiore».

Il Kos yacht Benetti Classic di 37 metri, datato 2009, nei cantieri Lusben per il refit, questo è il deck superiore
Si è trattato di interventi che hanno richiesto – viene ribadito – «un’approfondita attività di ingegnerizzazione e verifica strutturale per garantire la piena integrazione con l’architettura originale dell’imbarcazione»: lavorazioni che testimoniano la capacità di Lusben di «affrontare modifiche strutturali complesse, integrando progettazione, ingegneria e realizzazione all’interno di un unico processo operativo», come viene messo in luce dal quartier generale dell’azienda.
Ferdinando Pilli, direttore generale di Lusben, mette l’accento sul «nostro settantesimo anniversario» e su in che modo «progetti come “Kos” confermano l’evoluzione del refit a percorso di valorizzazione dell’imbarcazione», commenta. Lo ripete sottolineando che «oggi competenze tecniche, infrastrutture e progettualità devono lavorare insieme per rispondere alle aspettative di armatori sempre più orientati alla qualità, all’affidabilità e alla continuità del valore nel tempo».
Gli interni ideati dalla designer Laura Rossi hanno reinterpretato gli spazi. Con una idea-guida, anzi tre: maggiore fluidità, luminosità e continuità visiva. Per dirne una, la nuova balaustra trasparente in corrispondenza della scala – viene fatto rilevare – favorisce il passaggio della luce naturale tra i ponti, così come il mobile bar retroilluminato diventa «un elemento architettonico capace di ridefinire la percezione dell’intero ambiente».

Il Kos yacht Benetti Classic di 37 metri, datato 2009, nei cantieri Lusben per il refit, questo è il salone principale
Sulla stessa lunghezza d’onda la filosofia che ha guidato gli interventi in altri spazi interni. Come nei corridoi: rimpiazzare alcune superfici opache con pannelli vetrati satinati ha aumentato la luminosità percepita. Come nelle cabine: con l’impiego di nuovi tessuti e materiali sotto il segno di una garanzia di comfort, durabilità e facilità di gestione a bordo. Come nella “galley”: qui il lavoro si è concentrato su come ottimizzarne il layout e aggiornarne le superfici esistenti, in modo da migliorare ergonomia e funzionalità ma badando di non alterare il carattere originale dell’ambiente.
È una idea che la interior designer Laura Rossi esprime così: «”Kos” non rinnega ciò che è stata e non cerca di diventare qualcosa di diverso». Per poi segnalare: «Il progetto è nato dalla volontà di alleggerire, semplificare e valorizzare l’identità originale dello yacht, creando spazi più fluidi, luminosi e naturali da vivere ogni giorno. “Kos” resta profondamente un Benetti Classic, ma oggi racconta una nuova idea di comfort e di vita a bordo. E forse è proprio questo il lusso più grande: abitare uno spazio con naturalezza».
Ma gli spazi abitativi sono solo una metà della “mela”: in parallelo a quanto è stato compiuto su tale versante, c’è da annotare anche l’intenzione di Lusben di mettere in cantiere quello che definisce «un esteso programma di aggiornamento tecnico e impiantistico». Dove e come? Sono stati interessati i motori principali, i generatori e i principali sistemi di bordo, inclusi climatizzazione, refrigerazione, circuiti idraulici, sistemi di trattamento delle acque e monitoraggio. A ciò si sommano gli interventi relativi a operazioni di manutenzione straordinaria, revisione dei componenti critici e sostituzioni preventive finalizzate ad aumentare affidabilità, sicurezza e continuità operativa.
C’è da dire che l’intero sistema di illuminazione è stato convertito a tecnologia Led a basso consumo, sono state del tutto riorganizzate le scenografie luminose tanto all’interno quanto all’esterno. Senza tralasciare il fatto che l’aggiornamento ha riguardato pure la plancia e i sistemi elettronici di bordo così da rendere migliori sia l’esperienza d’uso sia la sicurezza della navigazione come pure il supporto alle attività dell’equipaggio.
Si badi bene, non è mica una operazione che ha passato sotto la lente d’ingrandimento solo gli ambienti interni: anche le aree esterne – viene sottolineato – sono state al centro di un’importante attività di refit. Occhi puntati sui ponti in teak: completamente ripristinati attraverso interventi di manutenzione e riprofilatura. Quanto al sun deck, la rimozione della vasca idromassaggio esistente ha rappresentato la s olta per riconfigurarne l’identikit («liberando nuove superfici utilizzabili e rendendo l’area più versatile e coerente con le esigenze dell’armatore»).
Dal punto di vista tecnico, forse una tra le lavorazioni più complesse è stata la completa verniciatura di scafo e sovrastruttura. In virtù della disponibilità di infrastrutture dedicate e grazie alle procedure che per il controllo ambientate sono state adottate da Lusben, l’intervento è stato eseguito in «ambiente completamente protetto – è stato ribadito – con sistemi di gestione dell’aria e controllo delle polveri». Risultato: una brillantezza a livelli «prossimi ai 98 gloss», cioè valori «comparabili agli standard di una nuova costruzione e caratterizzati da una minima presenza di contaminazioni superficiali.
Resta da rimarcare che un tocco ha completato il progetto: non è affatto secondario il riferimento all’introduzione di nuovi dettagli cromatici in tonalità rosso, contribuiscono – viene evidenziato – a definire una «nuova identità visiva dello yacht, creando un dialogo coerente tra esterni e interni».
Il completamento di M/Y “Kos” conferma per Lusben il «ruolo di riferimento nel refit e nella manutenzione di yacht e superyacht»: è possibile grazie a «un modello operativo che integra competenze tecniche, capacità industriali e cultura progettuale per gestire interventi complessi lungo l’intero ciclo di vita delle imbarcazioni».











