Bari, la Guardia Costiera potenzia la base logistica adriatica
E’ anche il primo passo per un porto turistico da 200 barche

Porto di Bari la cerimonia per il via ai lavori
BARI. Decollano i lavori al molo San Cataldo nel porto di Bari. C’è un primo bersaglio: il potenziamento della sede logistica della Guardia Costiera per farne una base «moderna, funzionale e sostenibile» con «nuovi ormeggi destinati alle “unità d’altura multiruolo”», cioè «mezzi di ultima generazione impiegati nelle attività di pattugliamento e controllo in mare aperto». La fine dei lavori è prevista per il 2028.
In tandem con questo, è orevista la realizzazione di nuove banchine in ampliamento del Molo (con «la possibilità di utilizzare un bacino sottoutilizzato per attività diportistiche»). Quest’opera, secondo quanto spiega il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Francesco Mastro, crea le condizioni per »la futura realizzazione di un nuovo marina con circa 200 posti barca: un’infrastruttura destinata a dare nuovo impulso alla nautica da diporto e a rendere il porto ancora più attrattivo sotto il profilo economico e turistico, andando a rafforzare una filiera che genera valore, occupazione e indotto per l’economia della Puglia e di tutto il Paese».

Il via ai lavori nel porto di Bari al centro il ministro Salvini e il governatore Decaro
Lo sottolineerà anche il “governatore” Antonio Decaro: di fatto le infrastrutture del molo di San Cataldo anticipano la realizzazione del porto turistico di Bari che sarà il proseguio di quest’opera. Aprendo la porta a un format possibile: tutto è stato possibile grazie all’alleanza tra Guardia Costiera, Ministero, Regione e Comune. La Regione Puglia è pronta a replicarla «anche sugli altri porti regionali, da Manfredonia, a Brindisi, a Gallipoli e Taranto».
Ma adesso l’attenzione è concentrata sull’ammodernamento della base della Guardia Costiera che punta a aumentare significativamente i livelli di sicurezza e di presidio del territorio marittimo: prevedendo anche di render un po’ più profondi (fino a meno 7 metri), così da «garantire la piena operatività e la sicurezza delle manovre dei pattugliatori».
Ad occuparsi della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori è il pool di imprese formato da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime come capofila più Boskalis Italia srl, Zeta srl ed e-Marine srl.
Per la realizzazione dell’intervento è previsto un quadro economico complessivo pari a 39 milioni di euro, 36 dei quali a valere sui fondi destinati al comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e 3 milioni di euro di fondi propri dell’Autorità di Sistema. I lavori saranno eseguiti garantendo la piena continuità operativa del porto.
La storia di quest’opera segna un punto di svolta sette anni fa, quando l’Autorità di Sistema e i vertici del Corpo delle Capitanerie di Porto siglarono un’intesa: il comando generale, beneficiario del finanziamento e dell’opera, affida all’ente portuale «l’espletamento delle attività necessarie alla realizzazione di nuovi ormeggi sulla banchina San Cataldo, nonché alla realizzazione di infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari». L’allora numero uno dell’Authority Ugo Patroni Griffi si accolla il ruolo di stazione appaltante, per la progettazione, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la direzione lavori, il collaudo.

Il ministro Matteo Salvini e il presidente dell’Authority barese Francesco Mastro
Il cantiere è stato inaugurato in un evento che ha visto la presenza del ministro delle infrastrutture Matteo Salvini insieme al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, al presidente dell’Authority barese Francesco Mastro, al comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, al direttore marittimo e comandante del porto, ammiraglio Donato De Carolis e al sindaco di Bari, Vito Leccese.
Il ministro Salvini ha espresso soddisfazione per l’avvio del cantiere: l’intervento – questa la sua argomentazione – rappresenta un ulteriore passo avanti nel piano di modernizzazione delle infrastrutture portuali nazionali, contribuendo a rafforzare la sicurezza della navigazione, l’efficienza della logistica e la competitività del sistema portuale italiano.
Queste le parole del presidente dell’Autorità di Sistema, Francesco Mastro: «I porti non possono permettersi di rincorrere il cambiamento: devono anticiparlo e governarlo. Le nuove unità navali della Guardia costiera richiedono infrastrutture all’altezza delle loro prestazioni e noi le stiamo realizzando. Abbiamo progettato un’opera strategica che oltre a potenziare significativamente i livelli di sicurezza e di operatività del porto e a fornire un supporto logistico determinante alle esigenze della Capitaneria di Porto, sarà ad alta sostenibilità ambientale».
Così il commento dell’ammiraglio De Carolis: «La posa della prima pietra della nuova banchina destinata alle unità maggiori della Guardia Costiera rappresenta un investimento strategico per il porto di Bari e per l’intero sistema marittimo nazionale. Questa infrastruttura rafforzerà la capacità operativa del Corpo delle Capitanerie di Porto nelle attività di ricerca e soccorso, sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino, vigilanza sulla filiera marittima e controllo degli spazi marittimi. È il risultato di una proficua collaborazione tra le istituzioni e testimonia l’impegno dello Stato nel dotare la Guardia Costiera di infrastrutture moderne ed efficienti».
Ecco la dichiarazione del presidente della Regione, Antonio Decaro: «Questo è un investimento nella sicurezza, nell’efficienza dello Stato e nella capacità del nostro Paese di affrontare le sfide del mare. La Puglia è una regione profondamente legata al mare: con 860 chilometri di costa rappresenta una delle principali porte d’accesso dell’Italia sul Mediterraneo. Il mare è parte integrante della nostra identità, della nostra storia, della nostra economia e delle prospettive di sviluppo del nostro territorio. Investire nella logistica della Guardia Costiera significa rafforzare la capacità dello Stato di operare sul mare; significa mettere il personale nelle migliori condizioni per svolgere il proprio servizio; significa rendere il porto di Bari ancora più moderno, efficiente e competitivo, consolidandone il ruolo di snodo strategico per il Mezzogiorno e per l’intero sistema Paese».
Infine, il giudizio del sindaco barese Vito Leccese: «E’ un passo importante nel percorso di crescita del porto di Bari, una delle infrastrutture strategiche più rilevanti per la nostra città e per l’intero Mezzogiorno, Quest’opera consolida una visione di sviluppo fondata sulla blue economy, in cui efficienza, sicurezza, innovazione e tutela dell’ambiente procedono insieme. Un porto più moderno significa anche una Bari sempre più protagonista nell’Adriatico, naturale punto di collegamento tra l’Italia e i Balcani, capace di rafforzare gli scambi economici, commerciali e culturali con l’altra sponda del mare». Poi guardando al dopodomani ecco che, come dice Leccese, questo intervento crea «le condizioni per lo sviluppo della nautica da diporto e per la realizzazione di un nuovo porto turistico, un’infrastruttura che contribuirà a rendere Bari ancora più attrattiva».











