Alla ricerca del modo in cui “toccare” il mondo virtuale come fosse reale
La Scuola Sant’Anna di Pisa e i suoi “guanti” di nuovo tipo

La partecipazione della Scuola Sant’Anna al progetto Victor Xr con strumenti tattili
PISA. Sarà possibile “toccare” il virtuale come se fosse reale? È semplice e diretta la domanda ma la risposta ha bisogno di qualcosa di più della capacità di calcolo: serve un sussulto d’intelligenza (umana?) per provare a intuire con l’immaginazione quel che a prima vista sembra impossibile. Eppure per provare a rivoluzione la nostra interazione con il mondo digitale è in campo un progetto europeo ultratech denominato “Victor Xr” ed è stato avviato proprio in questi giorni coinvolgendo i migliori cervelli della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
La missione è chiara: andare al di là dei limiti delle attuali tecnologie immersive, creando una idea di approccio che veda il digitale non sostituire la realtà bensì «arricchirla, creando nuove opportunità di interazione sociale e umano‑macchina». Da tradurre così: il mondo virtuale tramutato in «uno strumento capace di ampliare le possibilità di azione e percezione degli utenti, in contesti che spaziano dall’industria ai servizi, fino alla riabilitazione clinica».
Occhi puntati sullo sviluppo di sistemi di “realtà estesa” che risultino – viene spiegato dal quartier generale dell’istituzione universitaria d’eccellenza – capaci di «coinvolgere più sensi e rispondere in tempo reale alle azioni dell’utente» in modo da favorire «esperienze intuitive e accessibili anche a un pubblico non specializzato». Sono aspetti centrali di tale prospettiva «la qualità dell’interazione e la coerenza tra percezione fisica e digitale».
Il progetto è finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Horizon Europe ed è coordinato dal Centro di ricerca tedesco sull’Intelligenza Artificiale (Dfki). Cosa c’entra la Scuola Superiore Sant’Anna? È tra i partner impegnati nello «sviluppo di soluzioni innovative per la “realtà estesa” (extended reality “Xr”), con l’obiettivo – viene messo in risalto – di rendere l’integrazione tra mondo fisico e virtuale sempre più naturale, credibile e coinvolgente». Per il Sant’Anna le attività sono condotte dal team dell’Istituto di Intelligenza Meccanica sotto la responsabilità scientifica del professor Daniele Leonardis.
All’interno di “Victor Xr”, la Scuola Superiore Sant’Anna si occupa di contribuire in modo particolare agli approfondimenti relativi alle «tecnologie indossabili per l’interazione tattile con ambienti virtuali», com’è stato spiegato illustrando il ruolo dell’équipe pisana all’interno del progetto. In dettaglio: la ricerca santannina mira alla «progettazione di dispositivi capaci di restituire sensazioni tattili realistiche, permettendo agli utenti di percepire il contatto, la forma e la consistenza degli oggetti virtuali».
Ad esempio, fra gli obiettivi più rilevanti c’è «la realizzazione di guanti aptici di nuova generazione». “Aptici”, cosa significa? È tutto quel che rimanda alla percezione tramite il tatto, la conoscenza che acquisiamo toccando (un esempio che tutti conosciamo è la vibrazione dello smartphone che annuncia, ad esempio, una chiamata). Tali “guanti” sono progettati – è stato messo in chiaro – per «coniugare elevata qualità del “feedback” tattile, comfort e libertà di movimento». Come dire: tali dispositivi consentiranno «un’interazione più naturale e immersiva, migliorando l’esperienza dell’utente all’interno di ambienti virtuali e aumentati».
Vale la pena di evidenziare che la Scuola pisana è inoltre coinvolta nelle «attività di integrazione dei sistemi, affinché i dispositivi aptici possano dialogare in modo efficace con le altre componenti tecnologiche del progetto». A ciò si aggiunga che un ruolo rilevante è svolto «anche nella sperimentazione delle soluzioni sviluppate in contesti reali, attraverso casi pilota nei settori industriale, dei servizi e della riabilitazione clinica, dove le tecnologie “Xr” possono offrire nuovi strumenti di supporto a operatori e utenti finali».











