Gli ottant’anni di Zim in cerca di futuro: nel ‘45 i profughi, ora la rivoluzione tech

Zim Luanda
Dal trasporto dei profughi nel 1945 alla rivoluzione digitale del 2025, ecco la storia di una compagnia che ha fatto la storia della navigazione mondiale.
È il 1945. Il mondo esce a fatica dalla più devastante guerra della sua storia. In Palestina, una giovane azienda marittima acquista la sua prima nave, la Kedmah, con un obiettivo preciso: portare a casa i profughi e i beni di prima necessità per chi, in quegli anni, stava costruendo il futuro dello stato di Israele. Quella compagnia si chiama Zim e nessuno, allora, avrebbe potuto immaginare che da lì a otto decenni sarebbe diventata uno dei giganti globali del trasporto marittimo.
Oggi, nel 2025, Zim festeggia 80 anni di attività. Ottanta anni segnati da guerre, crisi petrolifere, rivoluzioni tecnologiche, privatizzazioni e una trasformazione radicale che l’ha portata dalla prima nave carica di speranza a una flotta di navi giganti alimentate a gas naturale liquefatto (Gnl), quotate alla Borsa di New York.
La nascita e i primi vent’anni (1945-1965)
I primi dieci anni di Zim sono quelli delle origini eroiche. La Kedmah non è solo una nave: è un simbolo di riscatto per una nazione che sta nascendo. Nel secondo dopoguerra, Zim si distingue per il ruolo chiave nel trasporto dei profughi e dei beni essenziali, diventando la spina dorsale logistica di un Paese in costruzione.
Negli anni 1955-1965, la compagnia compie il primo grande salto. Grazie agli accordi di riparazione — i risarcimenti economici della Germania verso Israele — Zim rinnova completamente la propria flotta e apre le prime rotte transoceaniche regolari. Non è più una compagnia regionale: guarda all’Atlantico e oltre.
La rivoluzione dei container (1965-1975)
Se c’è un momento in cui Zim ha dimostrato di avere il fiuto del futuro, è stato tra il 1965 e il 1975. Mentre il mondo della navigazione ancora si affida ai tradizionali carichi sfusi e ai grandi transatlantici passeggeri, Zim intuisce prima di molti che il futuro è nei container.
Nasce lo Zim Container Service (Zcs), uno dei primi servizi containerizzati al mondo. È una scommessa pionieristica che pagherà dividendi enormi: mentre i transatlantici passeggeri diventano anacronistici, i container trasformano il commercio globale. Zim è in prima fila.
Crisi e innovazione (1975-1995)
Gli anni 1975-1995 sono un periodo di tempeste perfette. Le crisi petrolifere globali del 1973 e del 1979 colpiscono duramente tutto il settore marittimo. Ma Zim reagisce con intelligenza: introduce l’informatica per la tracciabilità delle merci — un passo rivoluzionario per l’epoca — e allarga il proprio raggio d’azione verso America Latina e Asia, diversificando le rotte e riducendo la dipendenza dai mercati tradizionali. È in questo periodo che la compagnia matura la consapevolezza che la tecnologia non è un optional, ma una leva strategica di sopravvivenza.
La privatizzazione e il passaggio al gruppo Ofer (1995-2010)
La fine del Novecento segna una svolta epocale. Nel periodo 1995-2010, Zim completa il processo di privatizzazione totale, uscendo dal controllo dello stato israeliano e passando nelle mani del gruppo Ofer attraverso la Israel Corporation. È un cambiamento di proprietà che porta nuova energia, nuovi capitali e una visione più aggressivamente competitiva. Ma è anche il periodo in cui il settore navale mondiale si prepara a una crisi senza precedenti.
NYSE, sostenibilità e digitalizzazione (2010-2025)
Il periodo dal 2010 al 2025 è quello della rinascita. Zim compie il salto più audace della sua storia recente: si quota alla Borsa di New York (NYSE), aprendosi ai mercati finanziari globali e rafforzando la propria immagine di player internazionale. Contemporaneamente, affronta le due sfide decisive del ventunesimo secolo: la transizione ecologica e la digitalizzazione. La flotta si modernizza con navi a basso impatto ambientale, mentre i sistemi di gestione diventano sempre più sofisticati.
La flotta del futuro
Oggi la flotta Zim è un organismo tecnologico complesso, suddiviso in segmenti operativi altamente specializzati:
- ULCV (Ultra Large Container Vessels): navi da 15mila teu alimentate a Gnl per le tratte transpacifiche, le più grandi e green della storia della compagnia;
- Neo-Panamax: unità versatili, perfette per il Canale di Panama ampliato;
- Feeder: navi cargo regionali, il tessuto connettivo delle rotte minori;
- Car carriers: 15 navi specializzate nel trasporto veicoli, un segmento in forte crescita.
Ma la vera eccellenza di ZIM sta nei servizi a valore aggiunto.
ZiMonitor, ZEX e ZX2: la logistica del domani
In un mondo in cui il farmaco salvavita deve arrivare a temperatura controllata e il pacco dell’e-commerce deve essere tracciato in tempo reale, Zim ha sviluppato tecnologie proprietarie all’avanguardia.
ZiMonitor è il sistema di monitoraggio attivo 24 ore su 24 a distanza per container refrigerati e farmaceutici. Temperatura, umidità, sicurezza: tutto controllato in tempo reale, garantendo l’integrità delle merci più sensibili.
Le linee veloci ZEX e ZX2 rappresentano invece la risposta alla follia dell’e-commerce: servizi dedicati che integrano ponti terrestri e collegamenti aerei, riducendo i tempi di consegna ai minimi termini. Non è più solo trasporto marittimo: è logistica multimodale integrata.
Al timone: chi ha “guidato” Zim
Ottanta anni di storia non si raccontano senza raccontare gli uomini e le donne che li hanno vissuti. Ecco i cinque amministratori delegati che hanno segnato le tappe fondamentali del percorso di Zim.
Matty Morgenstern (1984-1997): dalla Kedmah al risanamento. Matty Morgenstern è la personificazione del sogno israeliano. Nato in Romania ed emigrato in Israele poco prima della fondazione dello Stato, si imbarca su Zim nel 1947 come mozzo sulla Kedmah. Da lì, inizia una carriera lunga quarant’anni: incarichi a terra, ruoli dirigenziali e manager del Servizio Container. Nel 1984, al culmine di una grave crisi del settore, Morgenstern viene nominato amministratore delegato. La sua missione? Risanare l’azienda. Ci riesce. Sotto la sua guida, i servizi container di Zim non solo sopravvivono, ma si espandono. È lui a cementare la transizione dalla compagnia tradizionale all’operatore containerizzato moderno.
Yoram Sebba (1997-2005): Il diplomatico dei mari. Yoram Sebba, nato a Tel Aviv nel 1941, entra in Zim nel 1971. Dopo una carriera dirigenziale interna, diventa presidente e amministratore delegato nel 1997. Il suo mandato è segnato da un piano ambizioso di costruzione navale e da una crescita significativa delle operazioni. Ma Sebba è anche un uomo di mondo: tra il 1994 e il 1995 è membro del team del governo israeliano per i colloqui di pace, specializzandosi in questioni di trasporto. Oggi, a oltre ottant’anni, tiene lezioni sulla moderna industria navale all’Università di Haifa ed è presidente della Camera della Marina Mercantile. Nel 2015 Haifa lo nomina cittadino onorario.
Doron Goder (2005-2009): L’ingegnere del cambiamento. Doron Goder, ingegnere di formazione e dirigente di lungo corso presso Icl, prende il timone di Zim nel 2005, subito dopo la privatizzazione. Il suo piano è chiaro: crescita aggressiva attraverso un programma di acquisti navali inserito in una strategia di espansione più ampia. Ma la storia ha altri piani e la crisi economica globale del 2008 ferma tutto. Il progetto di Goder viene interrotto, ma il suo mandato resta significativo per aver tentato di portare ZIM verso una nuova dimensione, proprio nel momento in cui il mondo finanziario stava per crollare.
Rafi Danieli (2009-2017): l’uomo del risanamento finanziario. Rafi Danieli entra in Zim nel 1978, cresce nei ruoli commerciali e finanziari, diventa Cfo nel 1996 e, nel 2009, viene nominato presidente e amministratore delegato. L’incarico? Guidare la compagnia nel cuore della tempesta economica globale. Danieli non solo ci riesce, ma ottiene un risultato straordinario: negozia un complesso e proficuo accordo finanziario che cambia l’assetto proprietario di Zim e lancia numerosi cambiamenti strutturali. È lui a tracciare la “nuova rotta” che porterà la compagnia alla quotazione di Wall Street e alla modernizzazione.
Eli Glickman (2017-oggi): il militare che ha rimesso Zim in corsa. Eli Glickman è forse l’amministratore delegato più insolito della storia di Zim. Ufficiale pluridecorato della Marina Militare israeliana, ha comandato una nave lanciamissili, è stato comandante in capo dei commando della Marina e addetto navale d’Israele negli Stati Uniti. Ma non è solo un uomo d’azione: ha lauree specialistiche in finanza e ha ricoperto il ruolo di vice-amministratore delegato presso Partner-Orange, il gigante delle telecomunicazioni. Nel 2011 diventa “ceo” della Israel Electric Corporation, la più grande azienda energetica del Paese. Poi, nel 2017, approda a Zim con un compito preciso: riportare l’azienda alla redditività dopo anni di crisi. Missione compiuta. Sotto la sua guida, Zim ha fatto mosse strategiche e cambiamenti organizzativi che l’hanno trasformata nella compagnia agile, tecnologica e redditizia che è oggi.
Quasi un secolo
Da una nave carica di profughi nel 1945 a una flotta di giganti tecnologici nel 2025: il percorso di Zim è lo specchio del Novecento e del Duemila. Guerre, crisi, rivoluzioni tecnologiche, cambiamenti di proprietà: ogni volta, la compagnia ha trovato il modo di adattarsi, innovare, sopravvivere e crescere. I suoi amministratori delegati sono stati marinai, ingegneri, diplomatici, militari, finanzieri. Ognuno ha portato un pezzo di sé e del suo tempo, costruendo un’identità aziendale fatta di resilienza, visione e coraggio. Oggi, con 80 anni sulle spalle, Zim non guarda indietro con nostalgia, ma avanti con ambizione. La sfida della decarbonizzazione, la digitalizzazione totale, la logistica integrata: sono i nuovi oceani da navigare.
E se c’è una cosa che ottant’anni di storia hanno insegnato, è questa: Zim sa navigare anche nelle peggiori tempeste.
Angelo Roma
(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a poco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)











