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CON IL FONDO SCT (SICI)

La Regione Toscana torna a investire nel porto di Livorno

Stavolta punta sul lavoro: co-finanziamento da 880mila euro per rafforzare la coop Uniport

Da sinistra Jari De Filicaia, presidente della coop livornese Uniport, insieme al presidente dell’Authority labronica, Davide Gariglio

FIRENZE. La Regione Toscana torna a investire nel porto di Livorno. Però stavolta non si tratta di un infrastrutture come la Darsena Europa bensì di lavoro, e non lo fa direttamente ma semmai attraverso il Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana (Fondo Sct): è stato costituito dalla Regione ed è gestito da Sviluppo Imprese Centro Italia (Sici) Sgr spa. Al centro dell’attenzione è la cooperativa Uniport Livorno presieduta da Jari de Filicaia che, nel porto labronico è attiva nel settore delle operazioni portuali e della logistica integrata: è stata fondata nel 2014 avendo alle spalle l’esperienza di Unicoop, cooperativa di facchini portuali che a sua volta era nata nel quasi mezzo secolo fa (nel 1980) in virtù dell’unione di precedenti coop del mondo portuale livornese.

A darne notizia è l’agenzia di informazioni della Regione Toscana attraverso i propri canali web. In ballo è un investimento che, per parte del Fondo Sct, è di 440mila euro e fa parte di «una più ampia operazione per un totale di 880mila euro realizzata insieme al co-investitore Coopfond». Tre gli obiettivi indicati come bussola di questa iniziativa:

  • il rafforzamento patrimoniale della cooperativa,
  • il rinnovo della flotta di mezzi industriali,
  • il sostegno del percorso di crescita aziendale.

Stiamo parlando – così viene precisato – del secondo investimento che il Fondo Sct mette in campo. Come detto, dietro il fondo c’è Sici Sgr. Quest’ultima ha alle spalle una compagine di soci che ha come riferimento  (con il 31%) Fidi Toscana spa, la storica finanziaria in cui la Regione ha in mano appena meno della metà delle quote (49,4%) con Monte Paschi socio di rilievo al 27,5% e Intesa San Paolo all’11% più una serie di soggetti bancari ciascuno sotto il 4% (Bnl Bnp Paribas, Banco Bpm, Credit Agricole e federazione toscana delle banche di credito cooperativo). Alcuni di questi istituti di credito li ritroviamo anche in Sici Sgr: si pensi che Mps è al 15% e Intesa San Paolo al 20%, Gepafin (la finanziaria della Regione Umbria) al 14% più Popolare di Vicenza e Credit Agricole al 10% a testa.

Dal punto di vista tecnico, il fondo Sct è un “fondo di investimento alternativo riservato” ed è «destinato alla promozione, al consolidamento e al rafforzamento patrimoniale delle imprese cooperative». A ciò si aggiunga che in alcuni casi sostiene le cooperative nate a seguito di processi di “workers buy out”, cioè quando un’azienda in crisi viene salvata dai lavoratori che subentrano al posto della precedente proprietà e prendono in mano le redini dell’impresa.

È da aggiungere – viene messo in risalto – che «opera attraverso investimenti in strumenti finanziari emessi da società cooperative non quotate con sede in Toscana (o che hanno in programma di insediarvisi), supportandone i programmi di sviluppo, crescita e rafforzamento competitivo». Si tratta di una realtà finanziata dalla Regione con risorse “Fesr 2021-2027” e rientra nella strategia regionale che mira ad aiutare «il rafforzamento del tessuto imprenditoriale locale e la crescita delle micro, piccole e medie cooperative».

Il presidente di Uniport Livorno, Jari de Filicaia

Del resto, il sistema cooperativo costituisce «una componente essenziale dell’economia toscana, capace di coniugare crescita, qualità del lavoro e radicamento nei territori»: è la sottolineatura che arriva dall’assessore regionale Leonardo Marras, che nella giunta Giani ha in mano le leve relative a economia, turismo e agricoltura. A cosa serve il Fondo Sct? A dare una mano in modo concreto «alle imprese cooperative che investono, innovano e rafforzano la propria capacità competitiva».

In dettaglio, riguardo all’operazione a favore di Uniport Livorno, a giudizio di Marras «si conferma la validità di questo strumento e testimonia l’attenzione della Regione verso un settore strategico come quello della logistica e della portualità, fondamentale per lo sviluppo economico della Toscana e per la valorizzazione del porto di Livorno quale infrastruttura di rilevanza nazionale e internazionale». Aggiungendo poi: «Accompagnare percorsi di crescita come quello di Uniport significa sostenere investimenti, occupazione qualificata e maggiore competitività per l’intero sistema produttivo regionale, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo che la Toscana si è data per i prossimi anni».

E la cooperativa labronica Uniport? Parla il presidente Jari De Filicaia: «Questo investimento rafforza patrimonialmente la cooperativa e consente di dotarci di mezzi operativi all’avanguardia, per migliorare le performance operative e la qualità del lavoro dei nostri addetti». De Filicaia mette l’accento sui ringraziamenti: in particolare, a Legacoop Toscana («per il prezioso e fattivo apporto fornito durante tutto l’iter»), a Coopfond («per il sostegno») e alla Regione (che, «attraverso Sici, dimostra nuovamente la vicinanza alle realtà locali e ai lavoratori»). Per l’esponente della coop livornese, questa attenzione al porto di Livorno e ai suoi operatori «conferma una visione da noi condivisa: investire nelle imprese e nelle persone è il tratto distintivo di un buon governo del territorio».

Così il commento di Vittorio Gabbanini, presidente di Sici, soddisfatto di «poter sostenere, insieme a Coopfond, una cooperativa come Uniport Livorno che rappresenta una realtà consolidata e strategica per il sistema logistico-portuale toscano». Gabbanini tiene a mettere in evidenza che l’operazione sostiene «un percorso di rafforzamento patrimoniale, innovazione e crescita»: tutto questo permetterà alla cooperativa di «cogliere le opportunità di sviluppo offerte dall’evoluzione dello scalo livornese». Per il numero uno di Sici il Fondo Sviluppo Cooperazione Toscana conferma così «la propria missione di accompagnare le cooperative del nostro territorio che presentano le migliori prospettive di sviluppo, sostenendone competitività e capacità di generare valore economico e occupazionale».

Ecco la dichiarazione a firma di Enrico Sostegni, responsabile area vasta costiera di Legacoop Toscana: «Il movimento cooperativo toscano svolge un ruolo fondamentale nella logistica e nel settore portuale: è un comparto in crescita, può offrire risposte concrete alle sfide poste dall’attuale congiuntura economica, soprattutto nell’area costiera». Il progetto di sviluppo di Uniport – afferma – è stato supportato anche da Coopfond e si inserisce in un percorso che ha visto la cooperativa crescere costantemente nei ricavi, numero di soci e capacità produttiva. Per questo motivo  accogliamo con soddisfazione l’investimento di Sici e della Regione Toscana: un intervento che riconosce nei servizi portuali un asset sempre più strategico per lo sviluppo della regione, ambito in cui la cooperazione intende essere protagonista».

Pubblicato il
19 Giugno 2026

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