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DOPO IL BOOM

Il Made in Italy extralusso vola: ma occhio a un inizio di frenata

Altagamma: Giovanna Vitelli (Azimut Benetti) diventa presidente

Giovanna Vitelli numero uno di Azimut Benetti e ora alla guida anche di Altagamma

MILANO. La fascia del lusso – i prodotti nella fascia più alta della gamma – cominciano a risentire anch’essi del fatto che il contesto è «segnato da guerre, tensioni geopolitiche, dazi e instabilità internazionale»: per la prima volta dopo una fase ultradecennale di crescita, parentesi Covid esclusa, con «oltre dieci anni di crescita» i beni personali di lusso registrano nel complesso un arretramento di due punti percentuali. Ma non su tutti i fronti, visto che il cosiddetto “lusso esperienziale” mostra ancora il segno “più”: più 3% sul fronte dell’ospitalità, più 5% nella gastronomia gourmet, più 9% in fatto di yacht e aerei privati. Con una tendenza di medio-lungo periodo che nell’alto di gamma dà questi numeri: più 13% a paragone del 2019 pre-Covid e più 45% a confronto con dieci anni fa.

Non è tutto. Secondo i primi dati forniti da Sda Bocconi in merito a uno studio commissionato dalla Fondazione, «se il sistema produttivo italiano avesse registrato una performance analoga a quella delle imprese dell’alto di gamma, nel biennio 2023-2024 il Pil nazionale sarebbe cresciuto di oltre il 3% rispetto allo 0,7% effettivamente registrato». Di più: le aziende dell’alto di gamma registrano «un aumento dell’occupazione del 5,5% a fronte dell’1% di crescita media dell’occupazione nazionale». Infine: le aziende di Altagamma pagano «tributi 300 volte superiori alla media delle imprese italiane».

Sono alcuni dei tratti della fisiognomica dell’industria del lusso made in Italy che si è strutturata nella Fondazione Altagamma come un polo che mette insieme la forza delle imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana, quasi una sorta di “ambasciatrici” dello stile italiano su scala internazionale: stiamo parlando di quanto muovono 126 marchi in sette settori come design e moda, come gioielleria e nautica, come ospitalità, motori e cibo. Quartier generale a Milano: inutile dirlo, in via Montenapoleone.

L’assemblea dei soci di Altagamma ha ufficialmente nominato Giovanna Vitelli al timone della Fondazione Altagamma come presidente da qui al 2029 e accolto le proposte di rinnovamento del consiglio di amministrazione della Fondazione.

Giovanna guida il gruppo Azimut Benetti, che anno dopo anno è da più di un quarto di secolo in testa alla classifica internazionale dei costruttori di yacht oltre i 24 metri. Laureata in giurisprudenza, nel gruppo di famiglia fondato nel ’69 dal padre Paolo è stata vicepresidente per oltre 10 anni e dal 2023 ne è presidente. È una realtà che ha cinque cantieri in Italia e uno in Brasile, conta su 2.500 dipendenti diretti ed è presente in più di 80 Paesi (con 138 showroom). Negli ultimi cinque anni ha raddoppiato il fatturato e oggi i ricavi si attestano a quota 1,5 miliardi con un portafoglio ordini che arriva fino al 2029.

Nella Fondazione Altagamma dal 2020 Giovanna Vitelli – di recente premiata a La Spezia come “Imprenditrice dell’anno” ai “Blue Design Awards” – è membro del consiglio ed è stata vicepresidente per la nautica negli scorsi tre anni: adesso prende il posto di Matteo Lunelli, presidente e amministratore delegato di Ferrari Trento, che nel corso di due mandati ha rafforzato l’associazione e il suo posizionamento, operando anche sui temi della sostenibilità.

Queste le parole di Giovanna Vitelli: «Sono onorata di questo mandato e ringrazio il mio predecessore, Matteo Lunelli, per l’ottimo lavoro svolto in questi anni. Assumo questo ruolo affiancata da una squadra di imprenditori e amministratori delegati che sono veri “ambasciatori” del nostro stile di vita nel mondo».  Al centro dell’attenzione è il fatto che «il settore dell’alto di gamma – afferma – merita di essere riconosciuto come la locomotiva del nostro Paese». Aggiungendo poi: «Insieme lavoreremo per dare maggiore visibilità all’impatto delle nostre aziende per il Paese, sia da un punto di vista economico, che sociale e culturale. Ci impegneremo inoltre per la tutela dei mestieri del fare, vero tema trasversale per la continuità del Made in Italy».

Dalla sede della Fondazione si segnala che gli organi di governance sono stati «rinnovati, come richiesto per statuto, con oltre il 45% di nuovi consiglieri» ed è stata inoltre garantita una rappresentanza equilibrata dei sette differenti settori che compongono la galassia di Altagamma. È da ricordare che aumenta nel consiglio d’amministrazione la presenza delle nuove generazioni imprenditoriali e quella femminile: attualmente  si contano 9 consigliere (su 25 totali), passando dunque «dal 27% del precedente mandato al 36%».

In qualità di vicepresidenti e consiglieri vengono confermati:

  • Sabina Belli (amministratore delegato di Pomellato): vicepresidente per la gioielleria e la manifattura;
  • Carlo Capasa (presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana): vicepresidente per la moda;
  • Aldo Melpignano (fondatore e amministratore delegato di Egnazia Ospitalità Italiana): vicepresidente per l’ospitalità;
  • Dario Rinero (amministratore delegato di Haworth Lifestyle), vicepresidente per il design;
  • Claudio Domenicali (amministratore delegato di Ducati Motor Holding), vicepresidente per i motori.

Come nuovi ingressi figurano:

  • Carmen Moretti (vicepresidente di Holding Terra Moretti): vicepresidente per l’alimentare;
  • Marco Piscitelli (amministratore delegato di Molteni Group): vicepresidente per le relazioni internazionali e i progetti strategici.

Santo Versace, presidente fondatore, Leonardo Ferragamo, presidente onorario, Andrea

Illy, Matteo Lunelli e Claudio Luti prenderanno parte al consiglio d’amministrazione in qualità di invitati permanenti in quanto past president; Claudio Luti, inoltre, assume il ruolo di “strategic advisor” per le relazioni istituzionali.

Questi i nomi dei consiglieri:

  • Michel Beneventi (amministratore delegato di Gruppo Sanpellegrino),
  • Lorenzo Bertelli (responsabile marketing del gruppo Prada Group e presidente esecutivo di Versace),
  • Laura Burdese (amministratore delegato di Bvlgari),
  • Claudia D’Arpizio (senior partner di Bain & Company),
  • Alfonso Dolce (presidente e amministratore delegato di Dolce & Gabbana),
  • Giovanni del Vecchio (amministratore delegato del gruppo Giorgetti),
  • Caterina Fabrizio (amministratore delegato di Dedar),
  • Santo Ficili (amministratore delegato di Maserati),
  • Giuseppe Fontana (presidente di Villa d’Este),
  • Gian Luca Gessi (amministratore delegato di Gessi),
  • Luca Lisandroni (amministratore delegato di Brunello Cucinelli),
  • Andrea Pontremoli (amministratore delegato di Dallara),
  • Maria Porro (direttrice comunicazione e marketing, Salone del Mobile di Milano),
  • Marie-Louise Sciò (amministratore delegato e direttore creativo di Pellicano Hotels),
  • Cristina Scocchia (amministratore delegato di illycaffè),
  • Giovanni Tamburi (presidente e amministratore delegato di Tamburi Investment Partners),
  • Angelo Zegna (co- amministratore delegato di Zegna).

Revisori dei conti: Maurizio Dallocchio (Sda Bocconi), Giuseppe Prezioso (Max Mara Fashion Group) ed Ezio Simonelli (Studio Simonelli); direttrice generale  Stefania Lazzaroni.

Tre sono i pilastri strategici del piano triennale che sarà proposto al nuovo consiglio come «frutto di un processo di ascolto sistematico inaugurato dalla nuova presidente», con tanto di sondaggio inviato ai  soci a inizio anno.

  1. Promozione dei valori dell’eccellenza italiana come «patrimonio culturale, sociale ed economico del Paese». Con una azione su più filoni principali:
  • Diffondere il valore dell’industria italiana del lusso come «locomotiva del Paese con un nuovo studio sull’impatto economico e sociale dell’alto di gamma commissionato a Bocconi/Open Impact (con il contributo di Bain & Company), che verrà presentato nei prossimi mesi. In tale studio occhi puntati anche sulla valorizzazione di «quei fattori identitari del comparto che vanno protetti: qualità manifatturiera, capitale umano specializzato, reputazione internazionale, radicamento territoriale, contenuto culturale dei prodotti».
  • Promuovere lo stile di vita italiano: sotto il segno – viene fatto rilevare – di «un racconto trasversale di eccellenza e creatività, di maestria artigianale, di specificità territoriale e di cultura del buon vivere, una celebrazione dell’ingegno e dell’ecosistema produttivo italiani». Si vuol, da un lato, rinnovare la conferenza Next Design Perspectives e, dall’altro, creare un nuovo format di evento che celebri la maestria del lusso made in Italy.
  1. Attività a favore dei mestieri del Made in Italy e dei giovani: è sempre più urgente riuscire a tramandare il “saper fare”, forse la “priorità delle priorità”. A tal proposito, si ricorda che in Italia poco meno di 1,8 milioni di giovani tra i 15 e 34 anni (cioè il 14,5% del totale di queste fasce d’età) sono “né né”, cioè né studiano né lavorano. Di contro, gli ultimi dati Altagamma-Unioncamere segnalano che «saranno 276mila i profili manifatturieri ricercati entro il 2028 nelle filiere dell’alto di gamma» (e che nella metà dei casi le imprese avranno difficoltà a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno). Come si pensa di agire?
  • Sostegno alla nuova filiera tecnologico-professionale (scuole tecnico-professionali e Its): con attività istituzionale a promozione della partnership occupazionali e professionali in Italia a medio termine
  • Valorizzazione del sistema di formazione integrato pubblico-privato: ad esempio, anche «attraverso le Academy aziendali». Come? Favorendo «il riconoscimento formale dei crediti formativi maturati nei percorsi tecnico professionali»;
  • Valorizzazione dei mestieri del Made in Italy ai giovani: con una campagna per promuovere i “mestieri delle mani” come percorsi professionali attrattivi e remunerativi.
  • Valorizzazione delle carriere manageriali giovanili: a tal riguardo, si ricorda il valore del capitale umano espatriato pari al 7,5% del Pil secondo i dati Cnel, e la metà degli espatriati ha la laurea.
  1. Sviluppo del business: studi, relazioni istituzionali e iniziative sui nuovi mercati
  • Studi: consolidamento dell’Osservatorio Altagamma-Bain (23 anni di riferimento internazionale sui trend del lusso globale); studio Bocconi/Open Impact; potenziamento di uno studio sul turismo di alta gamma che potenzia il business di tutti i settori visto che il 60% di acquisti in Italia è realizzato da turisti stranieri.
  • Relazioni istituzionali: focalizzazione su progetti trasversali a più settori, con priorità al riconoscimento dell’alto di gamma come asset strategico nazionale.
  • Nuovi mercati: rafforzare il legame con partner internazionali nei mercati chiave (Usa e Cina) ed emergenti (India, Arabia Saudita, America Latina) a beneficio del business dei soci.
Pubblicato il
22 Giugno 2026

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