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Doppio centro per Fincantieri: fra sottomarini e navi per il servizio fari

Integrazione con le tecnologie Wass che anticipa le consegne per la Marina

Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri

TRIESTE. Doppio annuncio da parte del quartier generale di Fincantieri relativamente a due differenti tipi di contratti importanti. Da un lato, c’è la controllata norvegese Vardy: ha messo nero su bianco la fornitura a Trinity House, l’Authority che si occupa dei fari in Inghilterra, Galles, Isole del Canale e Gibilterra di  due navi multifunzione destinate alla manutenzione di boe e fari (valore complessivo oltre i 220 milioni di euro). Dall’altro, c’è il cantiere integrato che il gruppo ha a Muggiano, che vanta «oltre un secolo di attività e più di cento sottomarini realizzati»: Occar, cioè l’alleanza trentennale dei ministri della difesa di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, ha firmato una integrazione al programma U212 Nfs (Near Future Submarine) che mette in pista quattro sottomarini di nuova generazione da realizzare per la Marina Militare.

Quest’ultima è una intesa che ha un valore di 317 milioni di euro: è stato reso noto che si allarga il perimetro delle attività affidate a Fincantieri, prevedendo «anche nuove capacità tecnologiche attraverso l’integrazione di sistemi di contromisura sviluppati da Wass», la società della galassia Fincantieri che è specializzata nei sistemi subacquei avanzati (e ha una fabbrica importante alla periferia est di Livorno).

Nella nota di Fincantieri si sottolinea che, in virtù di questa integrazione contrattuale, può essere anticipata di due anni («dal 2034 al 2032») la consegna della quarta unità del programma, così che si rende «possibile, a partire dal 2029, la consegna di un sottomarino all’anno alla Marina Militare». È da aggiungere che, per quanto riguarda Wass, l’integrazione delle nuove soluzioni di contromisura da essa sviluppate («e adottate per la prima volta a bordo dei sottomarini nazionali») rappresenta «un ulteriore passo avanti nell’evoluzione delle capacità operative delle unità e valorizza il patrimonio tecnologico e industriale maturato all’interno del gruppo». Senza contare che, in parallelo, il potenziamento del supporto logistico – viene messo in evidenza – conferma la capacità di Fincantieri di «accompagnare la Marina Militare lungo l’intero ciclo di vita dei sottomarini, affiancando alla costruzione delle unità servizi avanzati ad elevato valore aggiunto».

Vale la pena di rimarcare che questo rientra «nella strategia di consolidamento della leadership di Fincantieri nel dominio della subacquea, uno dei principali pilastri della crescita industriale e tecnologica del gruppo», come è stato ribadito annunciando la novità. «Attraverso un ecosistema integrato che unisce competenze cantieristiche, sistemi specialistici, tecnologie proprietarie e servizi avanzati, Fincantieri è oggi in grado di presidiare l’intera catena del valore dell’ “underwater” e di sviluppare soluzioni ad elevato contenuto tecnologico a supporto delle esigenze operative delle Marine e della sicurezza delle infrastrutture strategiche».

Da parte di Fincantieri si mette l’accento sul fatto che il programma U212 Nfs costituisce «un’evoluzione sostanziale rispetto ai precedenti sottomarini della classe U212A»: dipende da «una maggiore maturità progettuale», un «più ampio contenuto tecnologico nazionale» e una «superiore integrazione dei sistemi di bordo». A cominciare da innovazioni sviluppate dall’industria italiana, tra cui «la batteria di propulsione agli ioni di litio e il nuovo sistema di combattimento». Obiettivo del programma è anche la valorizzazione del know-how industriale nazionale, sia consolidando il ruolo di Fincantieri sia favorendo la crescita delle competenze dell’industria italiana nel settore della subacquea.

Riguardo invece alla flotta per il servizio dei fari, va detto che le nuove navi sostituiranno le “Thv Patricia” e “Thv Galatea”, a supporto della manutenzione delle infrastrutture marittime strategiche nelle acque del Regno Unito. Sono progettate – viene messo in luce – come «piattaforme multifunzione altamente versatili», in grado dunque di combinare «operazioni di manutenzione delle boe, attività di rilievo idrografico e capacità di risposta alle emergenze». Le unità potranno contare su una propulsione ibrida con sistemi di accumulo dell’energia a batterie progettati per ridurre il consumo di carburante e l’impatto ambientale: questo permetterà operazioni a emissioni zero durante la permanenza in porto, con una progettazione capace di «garantire la massima adattabilità futura», compresa una possibile conversione all’alimentazione a metanolo.

Queste le parole di Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri. Parlando dei sottomarini, ha commentato: «La subacquea rappresenta oggi uno dei principali pilastri di crescita del gruppo, un ambito nel quale disponiamo di un ecosistema industriale integrato che ci consente di presidiare l’intera catena del valore, dalle piattaforme ai sistemi fino ai servizi avanzati. In questo contesto, il programma U212 NFS valorizza la capacità di Fincantieri di mettere a sistema competenze cantieristiche, tecnologie proprietarie e know-how specialistico, facendo leva sulle eccellenze sviluppate all’interno delle nostre società e lungo la filiera nazionale». La capacità di anticipare al 2032 la consegna della quarta unità – afferma – dimostra come «Fincantieri sappia tradurre innovazione, competenze industriali e capacità esecutiva in risultati concreti, consentendo alla Marina Militare di ricevere un nuovo sottomarino ogni anno a partire dal 2029».

Relativamente alle navi per Trinity House, Folgiero segnala la rilevanza di «contribuire alla sicurezza, all’affidabilità e alla resilienza dei servizi e delle infrastrutture marittime attraverso soluzioni che coniugano sostenibilità, innovazione e una visione di lungo periodo». Sotto questo profilo, Fincantieri si mostra in linea con l’«impegno nello sviluppo di capacità strategiche che stanno ridefinendo il futuro del settore marittimo, dalla transizione energetica e la digitalizzazione, fino alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture e dei sistemi critici».

Pubblicato il
23 Luglio 2026

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