Capitale umano, dall’Authority un milione e mezzo per qualificare il lavoro portuale
Si punta a diversificare le competenze e dare flessibilità al lavoro

Authority Livorno: il presidente Davide Gariglio e il segretario generale Pierpaolo Danieli
LIVORNO. Cinquecentomila euro all’anno per tre anni, cioè un milione e mezzo da qui al 2028: destinazione l’esigenza di qualificare il lavoro portuale, in concreto a supporto della formazione professionale nelle imprese autorizzate (articoli 16, 17 e 18). È quanto dice il piano operativo di intervento che è stato presentato al comitato di gestione dell’Authority del Mar Tirreno Settentrionale nella seduta che ha visto il debutto effettivo del segretario generale dell’ente, Pierpaolo Danieli.
A cosa si punta? A Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale livornese, lo spiegano così: promuovere «un innalzamento e una diversificazione delle competenze dei lavoratori» così che, da un lato, sia «rafforzato il loro bagaglio professionale» e, dall’altro, sia «favorita quella flessibilità del lavoro che rappresenta il vero valore aggiunto per incrementare la produttività», come viene sottolineato presentando l’iniziativa.
Il piano – viene fatto rilevare – si articola su sei assi di intervento strategici:
- la digitalizzazione per l’ingegnerizzazione dei processi gestionali,
- l’economia circolare applicata ai porti,
- il “team building”,
- l’efficientamento degli impianti tradizionali e di nuova generazione,
- il miglioramento della sicurezza sul lavoro,
- l’apprendimento di una lingua straniera tecnico-portuale.
L’obiettivo dei programmi formativi è quello di «incidere sul sistema organizzativo aziendale e generare un impatto positivo su redditività, benessere, occupazione e sostenibilità ambientale», dice l’Authority labronica segnalando che le imprese interessate, appartenenti ai porti sotto l’ombrello dell’istituzione del mar Tirreno Settentrionale, possono «presentare l’istanza firmata digitalmente dal legale rappresentante mediante pec». Bisognerà includere – viene specificato – un progetto dettagliato con l’analisi delle esigenze, gli obiettivi generali, i programmi dei corsi, il numero di ore e di lavoratori coinvolti, i sistemi di valutazione e il possesso dei requisiti tecnici anche tramite il supporto di organismi di formazione accreditati.
Quanto ai finanziamenti approvati, saranno erogati concretamente in due fasi distinte: con «un anticipo pari al 20% dopo l’autorizzazione dell’ente» e una serie di rimborsi successivi che «saranno liquidati al completamento di ciascun corso dopo la verifica della regolarità di tutte le spese rendicontate».
Queste le parole del presidente dell’ente portuale livornese, Davide Gariglio: «L’evoluzione tecnologica ed energetica, ormai determinante nella gestione dei processi organizzativi e operativi, evidenzia la necessità oggettiva di elevare, migliorare e diversificare le competenze dei lavoratori, così da accrescere la competitività dell’intero sistema portuale». Aggiungendo poi: «Il porto del futuro non si costruisce solo con le banchine e con il ferro ma si edifica giorno dopo giorno investendo sulla testa e sul valore dei nostri lavoratori perché sono le loro competenze a decretare la vera transizione e la competitività globale dei nostri scali».











