Confindustria e sindacati in trincea insieme per reindustrializzare la Toscana
A tu per tu nel giorno dello sciopero. "Condividiamo le stesse preoccupazioni"

Fabrizio Bernini, presidente Confindustria Toscana
FIRENZE. “Condividiamo le stesse preoccupazioni sulla deindustrializzazione della nostra regione espresse dalle organizzazioni sindacali”. Non potrebbe essere più esplicito il giudizio che arriva dal numero uno di Confindustria Toscana, Fabrizio Bernini, dopo il faccia a faccia con la delegazione composta dai dirigenti sindacali toscanibdi Cgil, Cisl e Uil. “Dobbiamo lavorare tutti insieme ad un percorso che punti all’obiettivo della reindustrializzazione della Toscana”, dice Bernini per sottolineare che questo match è in testa a qualunque lista delle priorità. “Noi siamo pronti – afferma – a mettere la nostra esperienza imprenditoriale a supporto di un lavoro comune e sinergico con tutte le parti sociali e istituzionali”.

La sede di Confindustria a Firenze
Era stata la controparte sindacale a chiedere l’incontro proprio nel giorno in cui le organizzazioni dei lavoratori hanno chiamato in piazza il proprio popolo con uno sciopero regionale dei settori industriali. L’incontro è avvenuto a Firenze nel quartier generale di Confindustria e, dal lato degli industriali, ha visto la partecipazione anche di Lapo Baroncelli, chiamato da alcuni mesi al timone di Confindustria Toscana Centro e Costa, il ritaglio territoriale più significativo dell’organizzazione datoriale in Toscana.
Al termine del colloquio, la Confindustria ha reso pubblica una nota che non è tanto un resoconto dell’incontro quanto piuttosto un orientamento programmatico che Bernini vuol dare al proprio mandato di presidente. Da tradurre così: le parti sociali saranno pure in conflitto su cento temi com’è fisiologico che sia, ma fanno quadrato su un aspetto, e cioè l’esigenza di fare di tutto perché il sistema Toscana punti alla reindustrializzazione.
Confindustria scende in campo con le parole di Fabrizio Bernini: “Le incertezze economiche globali e le difficoltà che colpiscono settori chiave della nostra manifattura richiedono una risposta coesa e immediata”. Aggiungendo poi: “Come ho ribadito fin dall’inizio del mio mandato, le difficoltà economiche di imprese e famiglie devono stare saldamente in testa a tutte le agende politiche”.
A giudizio del presidente di Confindustria Toscana, bisogna fare in modo di “mettere le imprese nelle condizioni di produrre, investire ed esportare di più, partendo dalla valorizzazione del nostro saper fare, ma allo stesso tempo dai settori più innovativi e tecnologici”. E rincara: “Per farlo servono politiche industriali mirate, un utilizzo più efficace dei fondi europei e interventi concreti per ridurre il costo dell’energia che oggi penalizza la competitività del nostro sistema produttivo”.
La voce confindustriale si fa sentire anche per iniziativa di Lapo Baroncelli: “Istituzioni, imprese e sindacati devono concorrere tutti verso l’unico scopo: quello di difendere il nostro patrimonio produttivo, il nostro saper fare e il nostro capitale umano”.











