Primo semestre: La Spezia regge bene, Carrara decolla
Nello scalo ligure ok l’import e arretra l’export: indizio sulla salute dell’industria

Il porto di La Spezia visto dall’alto
LA SPEZIA. «In questo periodo di accresciuta conflittualità in Medio Oriente e di forte volatilità degli scambi commerciali tra i continenti, i porti del Mar Ligure Orientale confermano la propria resilienza ai cambiamenti in atto». Parte da qui l’Authority che governa le banchine di La Spezia e di Marina di Carrara per raccontare che i due scali, nel corso della prima metà di quest’anno, hanno fatto registrare una crescita del 5,8% come movimentazione complessiva (8,7 milioni di tonnellate di merce) rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, con un incremento chge in fatto di traffico cointainer si è attestato al 4,6% (con 691mila teu in tutto).
Segnatamente, per La Spezia il semestre vede un aumento di due punti percentuali quanto a movimentazione totale (6,2 milioni di tonnellate, con 440mila tonnellate di rinfuse liquide). Tre punti e mezzo è invece l’incremento del traffico contenitori (634mila teu, quasi 86mila dei quali di trasbordo).
Guardando al traffico “gateway”, sensibile all’andamento dell’apparato industriale che ha alle spalle, vale la pena di mettere l’accento sul fatto che l’import mostra una crescita dell’8,5% mentre, al contrario, l’export segna un arretramento del 4,1%. Quest’ultimo aspetto viene imputato alle «evidenti conseguenze delle incertezze del quadro economico internazionale in atto».
Dal quartier generale dell’istituzione portuale si segnala che, comunque, «resta positivo» il trasporto intermodale: conferma con Lsct «una quota del 33% sui volumi movimentati, consolidando così i dati del 2025 nonostante i lavori in corso di ammodernamento dei binari in porto», secondo quanto viene sottolineato. A tal riguardo, vale la pena di ricordare che nei primi sei mesi dell’anno sono stati composti 3.510 treni· (meno 7,2%) trasportando 1,5 milioni di tonnellate di merce containerizzata (meno 4,8%), pari a 152mila teu movimentati via ferrovia (meno 5,4%).
L’ultima sottolineatura con targa spezzina riguarda le crociere: 255mila transiti, giù dell’8,5%. Ma l’Authority si premura di precisare che questa flessione è «in recupero già nel corso dell’estate».
Guardiamo adesso quel che è accaduto fra Capodanno e fine giugno a Marina di Carrara: qui i volumi hanno marcato un netto balzo in avanti, oltre due milioni e mezzo di tonnellate significano un incremento del 16,5%. A ciò si aggiunga che le rinfuse solide hanno mostrato un calo del 5,2% (315mila tonnellate) mentre il generai cargo fa un balzo del 20,5% in tutte le sue componenti. Riguardo al traffico ro-ro, l’incremento è stato di 20,1 punti in fatto di peso e di 21,6 quanto ai mezzi trasportati. Ampiamente in doppia cifra pure il traffico contenitori: oltre 57mila teu valgono un aumento del 18,9%, quasi per intero (51mila) sono relativi alla rotta da/per la Sardegna (qui l’impennata ha sfiorato il 27%).
Capitolo trasporto ferroviario: giù quello convenzionale, solo 24 treni in sei mesi (meno 42,9% in numero, meno 39,8% in peso); cresce bene quello intermodale dei contenitori con 157 treni (più 25,6% in numero e più 15% in tonnellaggio).
Infine, il traffico passeggeri: la stagione crocieristica è iniziata solo a primavera e non è andata oltre quota 5mila (meno 33,7%).
Queste le parole del presidente dell’Authority spezzina, Bruno Pisano: «Nonostante le crescenti difficoltà e l’instabilità geopolitica che caratterizzano il contesto internazionale, entrambi i nostri scali hanno continuato a registrare risultati positivi e questo è ovviamente motivo di soddisfazione. Resta però indispensabile mantenere alta l’attenzione e continuare a monitorare i flussi, poiché l’evoluzione dello scenario globale potrebbe incidere significativamente sulle prospettive future».











