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PETROLIO E GAS

La piattaforma offshore libica decolla grazie al modulo firmato Antonini

L’azienda spezzina: è fra le opere più rilevanti da noi fatte nell’ultimo decennio

La piattaforma Offshore di Sabratha al largo della Libia

LERICI (La Spezia). L’installazione e la messa in servizio del “modulo di compressione” realizzato per Eni per la National Oil Corporation (Noc) libica ha consentito l’avvio della produzione della piattaforma offshore Sabratha, in Libia. A darne notizia è il gruppo spezzino, spiegando che il modulo è stato realizzato nel cantiere del gruppo nel polo di Muggiano (La Spezia): è stato poi «installato offshore sulla piattaforma Sabratha, a 42 metri sul livello del mare». Dopo diversi mesi di attività di “hook-up” e “commissioning”, l’impianto – viene fatto rilevare – è «entrato in produzione commerciale il 28 giugno scorso, contribuendo all’incremento della produzione di gas del giacimento offshore».

Non è un lavoro come tanti altri: questo “modulo di compressione” rappresenta una delle «realizzazioni più significative del gruppo Antonini dell’ultimo decennio», e ne rafforza ulteriormente il posizionamento nel settore internazionale dell’impiantistica per l’energia.

Il “modulo di compressione” ha un un peso superiore a 1.700 tonnellate e viene considerato «uno degli elementi chiave per la gestione del giacimento»: serve anche a «ottimizzare il recupero degli idrocarburi e a prolungarne la vita produttiva».

Secondo quanto reso noto, in tal modo si ottiene «un significativo potenziamento della capacità produttiva del giacimento di Sabratha». Il sistema di compressione – è stato evidenziato – risulta «dotato di compressori forniti da Siemens Energy, garantisce una capacità complessiva di trattamento di circa 400 milioni di piedi cubi standard al giorno (Mmscfd)». Questo assicura «la continuità della produzione nonostante la progressiva diminuzione della pressione del giacimento».

Per farcela il gruppo ligure ha messo a frutto la propria consolidata esperienza: è stato chiamato in causa l’impegno di «oltre 200 ingegneri, tecnici e addetti operativi nella realizzazione di un progetto multidisciplinare che ha richiesto competenze integrate in ingegneria, fabbricazione, logistica offshore e commissioning».

È da aggiungere che le ulteriori quantità di gas prodotte contribuiranno, da un lato, «a soddisfare la domanda libica per la generazione elettrica» e, dall’altro, «a rafforzare al contempo l’export verso l’Italia attraverso il gasdotto “Greenstream”, infrastruttura energetica strategica che collega il Nord Africa all’Europa».

Vale la pena di rilevare – e lo fa l’azienda spezzina – che, come supporto delle attività offshore del progetto, il gruppo Antonini ha  gestito «il noleggio di una flotta operativa completa, composta da una “crew boat”, una “platform supply vessel” e dalla nave alloggio “Edda Fortis”. Riguardo a ques’ultima, è da dire che avendo una capacità ricettiva di circa 800 persone, è «attualmente la più grande nave alloggio disponibile in Europa». Non solo: grazie a un innovativo sistema di passerella, garantisce il trasferimento in sicurezza del personale tra la nave e le piattaforme offshore. A ciò si aggiunga che ha la capacità di operare anche in condizioni meteo-marine complicate, perciò ha assicurato «elevati standard di sicurezza e continuità operativa durante tutte le fasi di “hook-up” e “commissioning”», come è stato sottolineato.

Pubblicato il
27 Agosto 2026

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