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LA MOBILITAZIONE

Il d-day della protesta del sindacato Usb nei porti (e nelle città)

Venerdì 30 la lotta contro le armi nei porti e contro il caro-vita

Corteo Usb contro l’uso dei porti per smistare armi nel mondo a Livorno nel febbraio scorso

LIVORNO. «I portuali non lavorano per la guerra». Questa la parola d’ordine della mobilitazione che vede oggi, venerdì 30 ottobre, mobilitati più di 25 sindacati dei lavoratori portuali: la mobilitazione, secondo quanto annunciato dal quartier generale del sindacato di base, riguarda «113 porti in 22 Paesi e regioni distribuiti su cinque continenti». Stiamo parlando di quella che viene definita dai promotori «una giornata storica di lotta contro il traffico di armi nei porti e lo sfruttamento sul lavoro».

In Italia – così come in Francia, India, Grecia e Turchia – sono stati proclamati da Usb e Orsa Porti scioperi della durata di 24 ore, in altre realtà come ad esempio Cipro e Marocco l’astensione dal lavoro è prevista per un paio di ore. Sempre dal fronte del sindacalismo di base Usb è stata messa in campo in Italia anche una giornata di sciopero generale, con varie manifestazioni previste in numerose città. Nello specifico, quelle relative alla portualità saranno a Livorno ma anche a Ancona, Civitavecchia, Genova, Gioia Tauro, Carrara, Bari, Ravenna, Trieste. Sono questi i porti in cui è prevista la mobilitazione dei lavoratori delle banchine.

La mobilitazione internazionale dei portuali contro il fatto che i porti vengono utilizzati per far viaggiare le armi e essere usate nelle guerre che insanguinano il pianeta – in Italia è stata rilanciata da Usb e Orsa Porti – incrocia nel nostro Paese complessivamente la protesta «contro l’economia di guerra imposta dal governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita».

«È il momento – viene sottolineato – di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra».

Il sindacato di base Usb indica che questi sono gli appuntamenti delle manifestazioni previste per venerdì 30 nelle città toscane.

  • Livorno: ore 6, rotatoria di Ponte Genova e ore 9, piazza Cavour
  • Piombino: ore 16, piazzale Premuda (porto)
  • Pisa: ore 9, piazza Gaza (XX Settembre)
  • Massa: ore 17, piazza Garibaldi
  • Carrara: ore 6, porto
  • Firenze: ore 10, in piazza Bambine e Bambini di Beslan (Fortezza)
  • Siena: ore 9, terminal bus di Pescaia
  • Grosseto: ore 9,30, piazza Rosselli

Questa invece è, secondo quanto reso noto dal sindacato Usb, la lista dei sindacati e dei porti che, oltre ai già citati scali italiani, sono coinvolti nella giornata di mobilitazione dei portuali contro la guerra.

  • Australia. Maritime Union of Australia: Melbourne.
  • Fenccovib / Fne: Espírito Santo, Itajaí.
  • Croazia. Sszlv: Vukovar.
  • Cipro. Segdamelin-Peo: Larnaca, Limassol.
  • Danimarca. 3F Dockers: Aarhus, Copenhagen.
  • Francia. Cgt Ports et Docks: Ajaccio, Bastia, Bayonne, Bordeaux, Boulogne, Brest, Calais, Cherbourg, Dunkirk, Haro: Fos-sur-Mer, La Rochelle, Réunion, Le Havre, Lorient, Marseille, Nantes, Nice, Paris, Port La Nouvelle, Port-Vendres, Rouen, Roscoff, Saint-Malo, Saint-Nazaire, Sète, Toulon.
  • Germania. ver.di: Hamburg.
  • Grecia. Enedep / Piraeus Port Authority Dockworkers’ Union: Alexandroupoli, Elefsina, Heraklion, Igoumenitsa, Kavala, Lavrio, Rafina, Patras, Piraeus, Thessaloniki, Volos.
  • India. Wtwfi: Chennai, Cochin, Gangavaram, JNPT, Kakinada, Kolkata, Krishnapatnam, Mumbai Port, Paradip, Tuticorin, Visakhapatnam.
  • Irlanda. Siptu: Cork, Dublin.
  • Messico. Unión de Estibadores y Jornaleros: Veracruz.
  • Montenegro. Unions at the Port of Bar: Bar.
  • Marocco. Odt: Casablanca, Tangier.
  • Paesi Baschi. Lab: Bilbao, Pasaia.
  • Portogallo / Azzorre. Fnstp: Azores, Figueira da Foz, Funchal, Ponta Delgada, Sines, Terceira.
  • Slovenia. Szpd: Koper.
  • Spagna. Coordinadora / Trabajadores de los Puertos Andaluces (Tpa) / Sindicato de Estibadores del Principado de Asturias (Sepra): Algeciras, Almería, Avilés, Barcelona, Cádiz, Santa Cruz de Tenerife, Gijón, Huelva, Las Palmas, Motril, Málaga, Santander, Seville, Valencia, Vigo. Tpa partecipa a Algeciras e Sepra a Avilés.
  • Svezia. Svenska Hamnarbetarförbundet: Bottenviken, Gävle, Gothenburg, Helsingborg, Holmsund, Halmstad, Karlshamn, Malmö, Stockholm, Sundsvall, Söderhamn.
  • Turchia. Liman-Is: Mip (Port of Mersin), Gemport (Gemlik), Haydarpaşa Port (Istanbul).
  • Stati Uniti. Ilwu Local 10: Oakland, San Francisco.
  • Uruguay. Supra: Montevideo

In un documento relativo alle ragioni che incrocia la protesta guidata dal sindacalismo di base, si mette l’accento sul fatto che «hanno provato a convincerci che la funzione dello Stato non debba più essere diretta ad erogare servizi pubblici ed assicurare welfare, ma debba essere finalizzata alla guerra, all’acquisto e alla produzione di nuovi armamenti». Aggiungendo poi: «Ma hanno fatto finta di non sapere che in questi anni crescevano i guadagni delle banche e delle grandi imprese e che il 10% delle famiglie più ricche è arrivato a detenere più del 60% della ricchezza netta nazionale, mentre il 50% più povero deve accontentarsi del solo 7,2% del totale».

Nel mirino anche il fatto che «l’Italia si sta deindustrializzando: nel solo 2025 hanno chiuso quasi 300mila imprese, mentre quelle che rimangono sono sempre più piccole e fragili». Nel frattempo, cresce la povertà (adesso riguarda quasi cinque milioni e mezzo di persone), praticamente un cittadino su undici, senza contare – viene fatto rilevare – che «ci sono 3 milioni e 200mila precari e il lavoro sottopagato riguarda ben 2 milioni e mezzo di lavoratori», oltre al fatto che isalari sono fermi da anni e l’Italia è l’unico paese occidentale dove si registra una diminuzione del potere d’acquisto delle retribuzioni negli ultimi trent’anni».

Pubblicato il
30 Ottobre 2026

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