Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Consegnato il MY “Framura 3” nuova ammiraglia di Codecasa

Grazie agli idrogetti Kamewa questo bellissimo 50 metri sfiora i 30 nodi di velocità – Scafo e sovrastrutture in lega leggera e mille miglia di autonomia

VIAREGGIO – I Cantieri Navali Codecasa hanno consegnato in questi giorni il motoryacht Framura 3, il nuovissimo 50 metri destinato a diventare l’ammiraglia della linea Sport Codecasa, che annovera già tra i propri esemplari il Codecasa 35s, il Codecasa 41s e il Codecasa 45s. Si tratta di una nave da diporto realizzata con scafo e sovrastrutture in lega leggera, con tre motori MTU abbinato a due jet e a un “booster” centrale. L’autonomia supera le 1.000 miglia nautiche con 45 mila litri di gasolio.
Il varo ha avuto luogo sabato 22 giugno presso il nuovo sito produttivo Codecasa nella Darsena dei Navicelli a Pisa, alla presenza dei rappresentanti della società armatrice e di pochi selezionati ospiti.
[hidepost]Il nuovo Codecasa 50s è stato costruito su progetto del professor Andre Bacigalupo.
Gli arredi interni, invece, sono firmati da Anna Maria e Franco Della Role, che hanno lavorato per due anni in stretta sinergia con l’architetto personale dell’armatore.
Il nuovo M.Y. Framura 3 si presenta come un’eccellente sintesi tra opposti, sia dal punto di vista tecnico che architettonico.
Gli esterni offrono linee solide ed aggressive, eppure leggere e sinuose. Le altissime prestazioni tecniche e la velocità massima di 28 nodi, garantite dai 3 motori MTU 16V 2000 M94 da 2600 HP ciascuno, accoppiati a due idrogetti ed un booster Kamewa, si sposano all’assoluto comfort assicurato dall’impianto giroscopico di stabilizzazione all’ancora Ship Dynamics.
Gli interni, ariosi e luminosi, si distinguono per la semplicità delle geometrie abbinata alla preziosità dei materiali scelti. Le linee sono pulite, essenziali nell’eliminazione del superfluo, senza tuttavia perdere ricchezza e ricercatezza.
In tutti gli ambienti domina il contrasto tra il chiaro e lo scuro: nell’ampio salone del ponte coperta come nella sala da pranzo del ponte superiore, nella cabina armatore come nelle cinque cabine ospiti, infatti, il colore chiaro del legno di rovere si contrappone al colore scuro del wengé e le tonalità neutre dei tessuti e dei materiali di rivestimento sono sapientemente ravvivate da isolati tocchi di colore più intenso, che danno tensione a tutto l’ambiente.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Luglio 2013

Potrebbe interessarti

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio