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Concordia, la riffa

FIRENZE – Vabbè, eravamo in campagna elettorale e come sempre in certi momenti si tende a esagerare. Ma che il presidente della Regione Toscana minacci di mobilitare una flotta di barchette per bloccare l’eventuale imbarco del relitto del Giglio sulla “Vanguard” – soluzione che sarebbe ormai quella decisa da Costa per portare alla demolizione la Concordia, ovviamente fuori d’Italia – la dice lunga sull’incapacità delle istituzioni a far valere i metodi della legge.
[hidepost]Non c’era stato forse un decreto ministeriale, ai tempi del ministro Clini all’Ambiente, che stabiliva con chiarezza come il relitto fosse un rifiuto speciale, quindi da gestire attraverso le normative nazionali e in territorio nazionale. meglio ancora in Toscana dove sono stati investiti 110 milioni per predisporre all’uopo Piombino?
L’abbiamo già scritto, ma Repetita Juvant (forse): in questa tragica vicenda della Concordia, la tragedia maggiore sta diventando – oltre alla perdita di vite umane ed alla figuraccia siderale del naufragio – l’incapacità del nostro Paese a dare direttive chiare e a pretendere che lo smaltimento dell’immenso corpaccio avvenga secondo regole chiare, governate da chi ha il potere pubblico di decidere, e con un ritorno economico per il paese. Invece si continua a rinviare di settimana in settimana l’annuncio ufficiale di dove sarà trasferito il relitto, come se si trattasse di scegliere una pattumiera qualsiasi per un chilo di pere andate a male.
L’abbiamo già scritto ed altri con noi: o non si capisce che per smantellare questo immenso relitto occorreranno mesi e mesi di predisposizione del sito, con tutti gli annessi e connessi (imprese specializzate, trasferimento dei materiali, smaltimento di quelli inquinanti, riutilizzo, trasporto eccetera) oppure le scelte sono state già fatte da tempo, la predisposizioni sono in essere e tutta la manfrina sul dove e quando è per buttar fumo negli occhi, in attesa che passi la buriana delle elezioni e poi chi s’è visto s’è visto. E come si diceva per la manzoniana peste, a chi la tocca la tocca.
Se tutto questo è davvero l’immagine di un paese normale, dite voi.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
24 Maggio 2014

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