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Dall’assemblea della Cilp verso la fine del tunnel?

La Compagnia-impresa punta anche a ulteriori potenziamenti sui forestali e sulle auto

Marco Dalli

LIVORNO – L’assemblea della Cilp, la Compagnia-impresa dei portuali (oggi fortemente partecipata anche dal gruppo Neri) ha approvato il bilancio consuntivo del 2015 che ha dato, secondo quanto riferito ai soci, importanti segnali di ripresa.
“Non siamo ancora fuori dal tunnel del passivo – sottolinea il presidente di Cilp Marco Dalli – ma ormai si intravede la luce, dopo anni di pesanti ripercussioni della crisi internazionale”. Con dati certo positivi: il particolare il traffico dei forestali che già in crescita nel 2014 è ulteriormente cresciuto del 48% superando 1 milione di tonnellate; e con le auto anch’esse con un ulteriore 11% rispetto al +40% già registrato nel 2014.
[hidepost]Per le auto c’è anche un’altra novità: la Cilp sta sperimentando la movimentazione delle nuove Yaris della Toyota, fino ad oggi veicolate più che altro via terra. Se l’operazione andrà bene – e Dalli naturalmente lo da per scontato – si tratterà di un traffico di almeno 30 mila vetture all’anno, da aggiungere alle 250 mila già fatte nel 2015. La Cilp ha anche annunciato importanti investimenti, in particolare su Paduletta dove sono già partiti i lavori di ristrutturazione dei capannoni con l’obiettivo di avere 20 mila metri quadri coperti e a vocazione polivalente, con prospettive di nuovi traffici.
Paduletta rimane per la Cilp un sito strategico, su quale si intende operare anche con nuove tipologie merceologiche, come confermano appunto gli investimenti.
Altre notizie dal fronte del porto riguardano la gara per la Porto 2000, che probabilmente subirà un secondo rinvio in quanto continuano ad arrivare quesiti di dettaglio da parte dei quattro gruppi che hanno dimostrato interesse. “Abbiamo comunque stabilito che oltre il 20 maggio non accetteremo più domande di chiarimento – sottolinea il presidente della Porto 2000 Massimo Provinciali – proprio per non allungare troppo i tempi; e anche perché non possiamo certo rispondere a domande relative ad aspetti commerciali di natura riservata”.
Infine, sembra prossimo lo sblocco del bacino galleggiante Mediterraneo, da quasi dieci mesi sotto sequestro della magistratura dopo il tragico incidente della nave del CNR. L’Authority ha inviato al magistrato il piano di recupero predisposto dai cantieri Benetti, che dovrebbe comportare – con i lavoro affidati alla stessa Benetti – la rimessa in funzione previa eliminazione del relitto della “Urania” entro la fine di autunno.

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Pubblicato il
7 Maggio 2016

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