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Crisi Hanjin da Confetra appello a Roma

ROMA – La vicenda dell’insolvenza della società di armamento coreana Hanjin, settima compagnia al mondo del trasporto contenitori, sta creando allarme e preoccupazione nel mondo logistico italiano.
[hidepost]A fronte del blocco per inadempienza contrattuale di migliaia di container posizionati sulle banchine dei nostri porti, il danno per tutti gli operatori della catena logistica fino agli importatori ed esportatori sta assumendo dimensioni significative, nonostante la formale collaborazione della Hanjin Italia.
Il presidente di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) Nereo Marcucci si è rivolto ai ministri Gentiloni, Delrio e Calenda chiedendo loro di volersi adoperare nei confronti della rappresentanza diplomatica coreana affinché venga fornito un quadro aggiornato attendibile sul reale stato finanziario ed operativo di Hanjin, valutando tutte le soluzioni possibili per attenuare i danni ed i disagi che la situazione sta creando.
Secondo gli analisti, il Mediterraneo rischia di pagare molto caro il fermo della flotta coreana, venendo a mancare – se non ci saranno soluzioni rapide – circa 150 mila teu di capacità sulla rotta tra il Far East e il nostro mare. Oltre alle preoccupazioni per i 90 dipendenti italiani di Hanjin nelle varie sedi di Genova, Livorno ed altre, c’è il rischio che si inneschi un processo di sequestro delle navi (come è avvenuto di recente a Sidney per la “Hanjin California”) e i contenitori, con danni incalcolaboli al mondo del commercio. Le assicurazioni fornite dagli azionisti della compagnia coreana e dello stesso governo coreano – si dice in Italia – devono trovare una sponda anche da parte del nostro governo nel quadro di una difesa del sistema logistico nazionale.

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Pubblicato il
14 Settembre 2016

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