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La rivoluzione della logistica mondiale alla base della formazione tutta nuova

L’analisi del presidente di Confetra e la proposta di una “Scuola nazionale Portuale” per la quale è stato firmato un apposito protocollo – Le riforma Delrio e i tempi di attuazione

Francesca Marcucci

LIVORNO – E’ davvero il momento della sfera di cristallo, per quanto riguarda i tempi di attuazione della riforma portuale italiana. Ma almeno una cosa è stata definita certa, nel convegno di presentazione della Logistic Training Academy di Francesca Marcucci al LEM labronico: che sulla riforma non si torna indietro e che anzi bisogna accelerare il più possibile sull’insediamento del tavolo nazionale della logistica portuale e sui criteri applicativi (decreti).
Lo ha ribadito Ivano Russo, dirigente del gabinetto del ministro (o ex ministro) delle infrastrutture Graziano Delrio, che ha anche ricordato come il tavolo nazionale previsto dalla riforma dovrà pronunciarsi una volta per tutte sull’eccesso di proposte dei terminal containers del medio/alto Tirreno (da Savona a Civitavecchia, se fossero approvati tutti i progetti, darsena Europa compresa, ci sarebbe un’offerta superiore tre volte all’ipotizzabile domanda, con relativo enorme spreco di risorse pubbliche e anche dei privati che ci “cascassero”).
[hidepost]Ma l’analisi più accurata, e come sempre più approfondita ed attuale, è stata quella del presidente di Confetra Nereo Marcucci, al LEM nella doppia veste di presidente, ma anche di padre di Francesca (errata corrige: tripla veste, perché c’era anche l’amato nipotino). In quella che è apparsa una vera Lectio Magistralis, Nereo Marcucci ha fatto il quadro esaustivo di come sta cambiando non solo il mondo della portualità allargato a tutti i continenti, ma anche e specialmente di come i sistemi portuali dovranno necessariamente abbandonare la cultura storica dei porti-emporio e diventare monadi di una catena logistica che non può non partire dalla produzione industriale, eliminando sprechi, ritardi, diseconomie in ogni passaggio, e spingendo in contemporanea i piccoli e medi produttori a consociarsi allo stesso scopo.
Nelle cronache quotidiane dell’evento al LEM è stato dato molto risalto, come del resto è dovuto, alla nascita della Logistic Training Academy livornese: che mette insieme un’eccellenza per la prima volta davvero coordinata per la formazione professionale non solo dei portuali, ma anche e specialmente degli addetti all’intero processo logistico. Interessante che l’Academy labronica appare già come un’avanguardia di quella proposta che Andrea Appetecchia per ISFORT (Istituto superiore di formazione per i trasporti) e Roberto De Tomasi per Intempo hanno presentato per la nascita di una Scuola nazionale portuale per la formazione, di cui si è firmata proprio mercoledì la nascita di una Fondazione ad hoc. Vi partecipano oltre a Intempo e ISFORT anche la RINA Academy e probabilmente altre realtà di settore, con l’obiettivo di arrivare all’operatività entro 12 mesi.
Nel saluto di Massimo Provinciali per l’Authority livornese si è parlato di quanto fatto sulle banchine labroniche per la formazione e specialmente per l’efficienza. Efficienza che il presidente di Confetra aveva già ribadito essere ormai ricerca di legge universale, in un quadro che sta velocemente evolvendo anche nel comparto dei trasporti marittimi. Dove l’avvento delle stampanti a 3D, della “localizzazione a bordo” della produzione dei ricambi navali – ma anche della riduzione del trasporto dei supply automobilistici, ricordando che oggi il traffico legato al mondo dell’auto rappresenta il 50% di quello mondiale – e della realtà in forte crescita dei droni, è già rivoluzione alle porte.

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Pubblicato il
10 Dicembre 2016
Ultima modifica
25 Febbraio 2017 - ora: 13:08

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