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Salone Nautico, tutti soddisfatti ma la piccola nautica soffre ancora

GENOVA – Il 58° Salone Nautico, chiuso la settimana scorsa, è stato definito da Ucina e dall’Ente Fiera un’edizione record che non ha dato ottimi risultati solo dal punto di vista dei visitatori e degli affari, ma anche in termini di indotto della Provincia di Genova e di marketing territoriale dell’intera Liguria.

Sul fronte cittadino, i numeri importanti che hanno certificato il successo indiscusso della manifestazione – con 174.610 visitatori, +16% in più rispetto allo scorso anno – hanno eco nei 73 eventi organizzati in città nell’ambito del calendario GenovaInBlu. Il Salone Nautico è stato inoltre il palcoscenico per 620 eventi organizzati tra convegni ForumUCINA, seminari, conferenze e feste degli espositori.

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Di rilievo anche le presenze internazionali con 150 tra operatori e giornalisti esteri che hanno partecipato alla missione incoming organizzata da ICE Agenzia in collaborazione con UCINA Confindustria Nautica, provenienti da 27 Paesi. Anche sul fronte visitatori, gli stranieri hanno superato il 33% del totale con provenienze anche da molto lontano, come Israele, Australia e Hong Kong.

In considerazione della solida ripresa del mercato del nuovo – con un fatturato globale del settore nel 2017 pari a 3,88 miliardi di euro (+12,8% rispetto al 2016) – si è già discusso in occasione del Consiglio Generale di UCINA Confindustria Nautica dello scorso 25 settembre, il progetto di organizzare un Salone dell’usato nelle stesse aree in cui si è appena tenuto il Salone Nautico.

A partire dal mese di ottobre, prenderà il via il programma di promozione internazionale del Salone Nautico e della città di Genova presso i principali saloni esteri: l’Ibex Show a Tampa (Florida), il Fort Lauderdale Boat Show, il METS Trade di Amsterdam, il Boot di Düsseldorf.

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Fin qui i dati ufficiali. Per la piccola nautica però la campana suona in modo diverso. La pesante crisi che il paese ha attraversato da dieci anni – e che continua ad attraversare – ha indubbiamente ridotto il potere d’acquisto della classe piccola/media, quella che sogna ancora il gommone da 5/6 metri con il fuoribordo senza patente. Ma che oggi va a costare quanto un’auto di lusso, senza considerare che il posto d’ormeggio e i servizi costano più che altrettanto. Tira il leasing nautico (+18% almeno) ma che non funziona certo per chi combatte con le bollette sempre in crescita della luce e del gas. Dal ministro Toninelli è arrivata una proposta che potrebbe forse vitalizzare un comparto: “allungare” il natante (senza immatricolazione e quindi senza tutta una serie di impegni economici e burocratici) fino 12 metri dagli attuali. Ma non sarebbe comunque un intervento per le masse, che aspettano invece scivoli di varo e alaggio gratuiti e diffusi, meno obblighi costosi e inutili (la zattera oltre le 6 miglia, in balzello contestatissimo) e più educazione marinara. Senza contestare, anzi plaudendo alla nautica di lusso – che porta posti di lavoro e migliaia di piccole aziende dell’indotto – ci speriamo da tanto – vorremmo più attenzione per le barchette. E troppo, a conclusione di un salone che un tempo era proprio prima di tutto per loro?

A.F.

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Pubblicato il
3 Ottobre 2018

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