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Intervista Banchero – L’abbraccio tra porto e città tra i risultati della “Week”

Alberto Banchero

GENOVA – Assagenti ha organizzato l’intensa settimana dello shipping genovese che si è appena conclusa. Parliamo dell’evento con uno sguardo generale sul comparto shipping con il presidente della più grande associazione italiana degli agenti marittimi.

Presidente, cosa ha caratterizzato la Genoa Shipping Week 2019?

E’ stata un’edizione record con una cinquantina di eventi di cui 25 circa legati al business ed altrettanti nell’ambito del net-working con eventi culturali e teatrali che si sono svolti all’interno delle mura del porto. L’edizione è nata con la volontà di unire Genova al porto rompendo quella barriera immaginaria che l’ha sempre divisa. E questo è ciò che ora si avverte.

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Abbiamo avuto la partecipazione in forze di tutte le istituzioni, la Guardia Costiera e la Marina Militare con tre unità: il Palinuro, la fregata Bergamini e, per la prima volta a Genova, il sommergibile Todaro, che sono state tutte visitabili. La parte congressuale è stata come sempre seguita da Carlo Silva ed ha avuto convegni di alto spessore e grande partecipazione.

In quale fase si trova oggi la categoria che rappresenta?

Assagenti con i suoi 130 agenti marittimi associati ha affrontato insieme a tutto il cluster le difficoltà di una città che ha subito una menomazione. L’autorità portuale ha avuto un minimo di crisi a fine 2018 per le paure degli esportatori di non riuscire a raggiungere Genova, ma poi, con un assetto organizzativo mastodontico mai visto prima, il porto ha avuto una ripresa. Quello che mi preme sottolineare è che, seppure nel brevissimo periodo la priorità sarà la ricostruzione del ponte, siamo consapevoli che una volta che questo sarà pronto torneremo al 14 agosto 2018 e ritroveremo tutte quelle che erano le nostre necessità a quella data. Ma con l’eccezione della consapevolezza che il Terzo Valico verrà completato così come lo sarà il nodo ferroviario genovese e che anche l’ultimo miglio verrà rimesso in opera nel più breve tempo possibile.

Quello delle infrastrutture è un problema che riguarda tutta l’Italia, non solo Genova, che resta il porto principe della portualità italiana e deve essere mantenuto tale, ma certo non a svantaggio degli altri porti: la questione delle infrastrutture deve essere concepita in unione della comunità portuale italiana; vogliamo che tutti i porti siano efficienti per contribuire al sistema-shipping del paese.

In un’ottica più generale italiana: quali ritiene siano le problematiche più importanti che dovranno affrontare le compagnie marittime e la portualità nel suo insieme?

La concorrenzialità con i porti del Nord Europa e la difficoltà di procedere velocemente nei dragaggi, che sono invece sempre più necessari date le grandi dimensioni delle navi. L’adeguamento delle infrastrutture per permettere al container, una volta arrivato a terra, di muoversi il più velocemente possibile. Un esempio di criticità lo abbiamo avuto recentemente nel recarci ad Ancona all’assemblea Federagenti dove al nodo stradale di Bologna abbiamo avuto una sosta di quasi quattro ore. Le nostre infrastrutture sono ferme agli anni 60/70 e questo è uno dei primi problemi da affrontare se vogliamo che il paese cresca. Dobbiamo lavorare tutti per creare un sistema italiano efficiente.

C.G.

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Pubblicato il
3 Luglio 2019

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