Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

A Livorno mega-area logistica all’ex Enel

LIVORNO – C’è stato, fino ad oggi, uno strano – e sotto certi aspetti preoccupante – silenzio su un progetto per una nuova grande area logistica nel porto labronico, di cui invece si parla tra istituzioni con incontri e confronti.

Il progetto riguarda la trasformazione della attuale ex-centrale dell’Enel, in Via Orlando, in una vera e propria area logistica portuale con una banchina ottenuta resecando parte della Calata del Magnale, grandi piazzali di movimentazione anche container, gru di banchina dedicate e un parco di magazzini tra i più grandi del porto.

Il progetto di massima è in mano al responsabile della programmazione dell’AdSP Vanni. Ma è stato anche inviato al sindaco Salvetti, trovando – a quanto si dice – un importante sponsor nell’assessore Simoncini. Non si sa bene se all’interporto Vespucci il progetto sia arrivato in diretta o come indiscrezione: certo che ha suscitato preoccupazione perché l’area logistica Enel direttamente in porto rappresenterebbe un elemento concorrenziale tutt’altro che ininfluente. Sembra siano previsti per i prossimi giorni incontri tra i vertici del Vespucci, quelli del Comune e dell’AdSP per studiare il piano Enel.

Le preoccupazioni che circolano non vengono solo dall’interporto. I terminal portuali esistenti e gli operatori che vi si appoggiano si chiederebbero fino a che punto il nuovo grande terminal Enel possa dimostrarsi concorrenziale – o peggio – rispetto all’esistente. C’è anche il problema della viabilità: un’area logistica così importante nella già congestionata strada di accesso non è certo l’ideale per snellire il traffico pesante, pur considerando che l’Enel avrebbe previsto anche un raccordo ferroviario (ma dove attraverserebbe la strada?). Qualcuno guarda ancora più lontano e teme che il progetto Enel possa sminuire quello della Darsena Europa.

Chi è favorevole, specialmente in Comune, ritiene invece che si tratti di un’importante occasione per trovare nuovi spazi operativi in un porto sempre più “piccolo” rispetto alla richiesta che, malgrado il Covid, continua ad esserci. Al momento associazioni di categoria del porto non si sono pronunciate. Ma riteniamo che il progetto richieda un attento esame generale, sia per la sua portata – anche in positivo – sia per le conseguenze sugli assetti tradizionali.

 

Pubblicato il
25 Novembre 2020

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio