Il Senato dice sì all’emendamento che dà 60 milioni al porto di Piombino
Gariglio esulta per la banchina nord. Il pressing di Giani e l’iniziativa di 4 senatori Fdi

Il porto di Piombino in una veduta dall’alto
PIOMBINO (Livorno). Semaforo verde da parte della commissione finanze del Senato all’emendamento che destina 60 milioni di euro per la banchina nord del porto di Piombino. A darne notizia è l’Authority livornese di Palazzo Rosciano, che governa non solo le banchine di Livorno ma anche quelle piombinesi e degli scali minori delle isole dell’Arcipelago. Si tratta di un emendamento al disegno di legge n. 1852 con il quale si converte in legge il decreto fiscale varato dal governo a fine marzo relativo a “disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica”. L’hanno presentato quattro senatori di Fratelli d’Italia (Fausto Orsomarso, Filippo Melchiorre, Gianpietro Maffoni e Simona Petrucci).
«Un risultato politico di primo piano, accolto con forte soddisfazione dal presidente Davide Gariglio», dicono dal quartier generale dell’istituzione portuale labronica. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale mette nero su bianco una dichiarazione: «Esprimiamo la nostra profonda gratitudine al governo, e in particolare al ministro dell’industria» (qui presumibilmente utilizza la vecchia denominazione tradizionale, in voga fino al 2001, di quel che è ora il ministro delle imprese e del made in Italy, cioè Adolfo Urso). Elogia lui per «aver stanziato le risorse necessarie alla realizzazione di un’opera strategica per lo sviluppo del territorio» ed elogia («un ringraziamento sincero») anche «le forze parlamentari che hanno presentato e sostenuto questo provvedimento».
Dunque, potrebbe essere il segnale che non ha lasciato strascichi lo scontro sulla nomina del segretario generale con il “gran rifiuto” di Gariglio di nominare Gianmarco Mancini, ex deputato della Lega (ed ex consigliere di ministro). Così come potrebbe aver giocato un ruolo anche il fatto che, come riportato dal quotidiano livornese “Il Tirreno”, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, aveva preannunciato che in qualità di commissario straordinario per il rigassificatore di Piombino non avrebbe firmato nessuna autorizzazione alla permanenza ulteriore dell’impianto nel porto piombinese.
Peraltro, il parlamentare leghista livornese Manfredi Potenti rivendica su X, l’ex Twitter, come merito del «governo di centrodestra le risposte concrete per la ripartenza di Piombino» (e come cifra segnala non 60 ma 92 milioni stanziati per il ministero delle infrastrutture: suddivisi in 30 milioni per il 2027 e 62 milioni per il 2028).

Davide Gariglio, presidente dell’Autoroià di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale che giverna i porti di Livorno e di Piombino, oltre agli scali delle isole dell’Arcipelago
L’emendamento presentato a Palazzo Madama da Fausto Orsomarso, Filippo Melchiorre, Gianpietro Maffoni e Simona Petrucci, tutti e quattro di Fratelli d’Italia come detto, si inseriscono tre commi. Nel 4-bis si indica che vengono stanziato 60 milioni di euro «per il potenziamento delle infrastrutture del porto di Piombino, e in particolare per il completamento della banchina nord del porto in quanto – si puntualizza – funzionale alla piena riuscita dei progetti di reindustrializzazione del polo siderurgico finalizzati alla riqualificazione economico produttiva dello stesso e alla salvaguardia occupazionale». L’aggiunta del 4-ter indica nel ministero delle infrastrutture il riferimento per «la gestione e l’attuazione delle fasi di progettazione tecnico economica delle opere infrastrutturali». Tali opere sono da realizzare «in raccordo con il ministero delle imprese e del made in Italy sulla base di un cronoprogramma». Quanto al comma 4-quater, indica dove si vanno a prendere i soldi: sostanzialmente da «una corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa» relativa al Comitato tecnico permanente per la microelettronica (previsto da un decreto dell’estate 2023 che a sua volta li aveva presi da un fondo istituito nell’aprile dell’anno precedente e relativo a ricerca e sviluppo della tecnologia dei microprocessori e nuove applicazioni industriali di tecnologie innovative.

Simona Petrucci, senatrice tiscana di Fratelli d’Italia, è fra le firmatarie dell’emendamento su Piombino











