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L’EMENDAMENTO

Piombino, in extremis sale a 92 milioni lo stanziamento per la banchina nord

Ministro e sindaco a colloquio: a che punto è il nuovo polo siderurgico. Parla Franchi (Pd)

Il confronto da remoto fra il ministro Adolfo Urso e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari

PIOMBINO (Livorno). L’aveva annunciato a botta calda il senatore leghista Manfredi Potenti in un messaggio postato su “X”, l’ex Twitter: è salito a 92 milioni di euro lo stanziamento a beneficio della banchina nord del porto di Piombino. Cioè ben più di quanto inizialmente previsto nell’emendamento presentato a Palazzo Madama dai quattro senatori di Fratelli d’Italia (Fausto Orsomarso, Filippo Melchiorre, Gianpietro Maffoni insieme alla parlamentare toscana Simona Petrucci); ben più di quanto segnalato, nell’immediatezza dell’approvazione dell’emendamento in commissione, dall’esultanza del presidente dell’Authority livornese Davide Gariglio.

In soldoni, non  più 30 milioni per il 2027 e 30 per il 2028 come indicato nel testo originario dell’emendamento: seguendo le indicazioni del ministero dell’economia – spiega il senatore leghista livornese – in zona Cesarini è stato incrementato lo stanziamento mettendo nel conto una previsione di spesa che va a coprire l’intero importo previsto e aumenta a 62 milioni la cifra indicata per l’annata 2028.

DALL’ARCHIVIO/1: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si riferisce del giudizio che sullo stanziamento per Piombino arriva da Giovanni Laviosa, presidente della delegazione confindustriale livornese

DALL’ARCHIVIO/2: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui segnalano la svolta in commissione, l’esultanza di Gariglio (Authority) e i retroscena politici

Dal ministero arriva la conferma

La conferma arriva dal quartier generale del ministero delle imprese e del made in Italy: una nota ufficiale si sottolinea che l’emendamento al decreto fiscale «stanzia 92 milioni di euro di risorse del Mimit (cioè il ministero guidato da Adolfo Urso, appunto, ndr) per il completamento della banchina nord del porto di Piombino». Non solo: il ministero rende noto che «l’avanzamento dei principali dossier industriali legati al polo siderurgico di Piombino (Metinvest, Jsw e Liberty Magona)» è stato messo al centro di un confronto proprio tra il ministro Adolfo Urso e e il sindaco piombinese Francesco Ferrari.

Come sottolineato dal ministero, si sta parlando di «un’infrastruttura fondamentale per la piena realizzazione dell’investimento industriale» relativo alla «nuova acciaieria elettrica di Metinvest Adria e alla complessiva reindustrializzazione del polo siderurgico». Non erano mancati gli altolà: a cominciare da quello dal fronte degli industriali dell’acciaio che si era detto fortemente contrario, però il governo aveva scelto già nei mesi scorsi di schierarsi a difesa del nuovo assetto del polo siderurgico di Piombino; l’aveva fatto con il “bollo tondo” in consiglio dei ministri che aveva portato alla dichiarazione di “preminente interesse strategico nazionale del progetto», con tanto di «previsione della nomina di un commissario straordinario per accelerarne l’attuazione».

Nel colloquio il ministro ha reso noto di aver «fatto il punto con Ferrari anche sul dossier Jsw Steel Italy». Come si ricorderà, il fronte dei sindacati aveva dato battaglia incalzando il ministero: da un lato, c’era un investitore disposto a mettere soldi sul rilancio della siderurgia piombinese; dall’altro, mancava sempre qualcosa per arrivare alla conclusione dell’iter. A che punto siamo ora? Secondo quanto riferito nel confronto fra Urso e Ferrari, il ministro ha ricordato che è proseguito in sede ministeriale il dialogo «con l’azienda e le altre istituzioni nazionali e locali coinvolte». Sì, ma un dialogo inchiodato al punto di partenza o qualche passo in avanti è stato fatto? Dal ministero si tiene a far sapere che si sono fatti «significativi passi avanti» nella definizione dell’ “accordo di programma” di prossima sottoscrizione che «accompagnerà il piano di rilancio dello stabilimento, a partire dagli interventi sul laminatoio ferroviario».

E per quanto riguarda il caso Liberty Magona…

Infine, la sottolineatura dedicata al caso di Liberty Magona: da parte di Trasteel è stata formalizzata «nelle scorse ore un’offerta vincolante finalizzata all’affitto del ramo d’azienda e alla successiva acquisizione del controllo societario dello stabilimento piombinese». E intanto? Da parte del ministero si è riferito che «l’attuale proprietà sta procedendo al pagamento degli stipendi, anche grazie alle commesse lavorate a Piombino per conto di Trasteel». Aggiungendo poi: per «approfondire con tutte le parti gli avanzamenti registrati e valutare i prossimi passaggi alla luce della formalizzazione dell’offerta di Trasteel», Urso ha informato il sindaco Ferrari che il ministero delle imprese e del made in  Italy «convocherà a breve un nuovo tavolo di confronto».

Alessandro Franchi, consigliere regionale Pd

Franchi  (Pd): ben venga ma non basta

Il consigliere regionale dem Alessandro Franchi parla di «emendamento bipartisan al Decreto Fiscale» e lo vede  come «una notizia positiva che dà continuità al lavoro incessante svolto dal Partito Democratico a ogni livello: in città, in provincia, in Regione e in Parlamento». In sostanza, ben venga che si recepisca «il lodevole impegno dei nostri deputati e senatori per sbloccare interventi attesi da tempo». Ma per Franchi c’è un “ma”: questo «è solo un primo passo».

Anche nell’opinione di Franchi questi fondi sono «ossigeno puro per la realizzazione della nuova banchina, un’opera non più rimandabile per garantire concretezza al progetto Metinvest e per assicurare il rilancio dello scalo e dell’intero polo siderurgico». E tuttavia, al tempo stesso, il consigliere Pd si dice d’accordo con i suoi compagni di partito Emiliano Fossi e Marco Simiani: «Il bicchiere è ancora mezzo vuoto». Da tradurre così: «La Toscana e il territorio piombinese, nella vicenda del rigassificatore, hanno dimostrato grande senso di responsabilità nazionale, ma il governo non può pensare di cavarsela con un singolo intervento».

Piombino attende risposte definitive su temi pesanti, dice Franchi: e  qui il riferimento va «dalle bonifiche ambientali al potenziamento delle infrastrutture viarie, fino alle misure per la competitività energetica delle imprese locali». E aggunge: «Il nostro impegno in Regione sarà quello di vigilare affinché questo stanziamento non resti un caso isolato».

Pubblicato il
14 Maggio 2026

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