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La “guerra fredda” con i vaccini anti-Covid

Sul web ci scrive il lettore Paolo Z da Ravenna:

Ho alcuni amici di San Marino, che come tutti ormai sanno è “Covid-Free” grazie alla vaccinazione di massa con lo Sputnik russo, i quali criticano l’Italia per il “niet” a quel preparato, che pare abbia funzionato egregiamente anche in Israele. Non sono un medico e non posso dare giudizi: ma qualche domanda me la sto ponendo anch’io sull’attendibilità del nostro istituto della sanità che ha rifiutato lo Sputnik ed ha fatto invece strani avanti-indietro anche sull’Astrazeneca, fino a generare paure di massa. Oggi le acque si sono un po’ calmate e c’è anzi l’impressione che con i vaccini si faccia la stessa sceneggiata delle mascherine: quando non servono più o quasi, ne abbiamo in eccesso. Tornando allo Sputnik, è vero che c’è stato una specie di divieto della UE?

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Difficile caro Paolo dare risposte esaurienti al suo quesito: anche perché sullo Sputnik si sono incrociate voci e notizie che hanno addirittura ipotizzato una specie di “ricatto” degli USA, che oggi notoriamente ha riaperto il fronte della guerra fredda.

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Secondo quanto dicono gli esperti – che tra l’altro non sono nemmeno unanimi nei giudizi – lo Sputnik avrebbe una buona risposta, con margini di rischio non superiori a quelli dei vaccini oggi autorizzati in Italia. E allora? Allora a pensar male si fa peccato ma spesso si ha ragione. Come chi sostiene (vedi la vignetta qui sopra, del periodico Candido) che i vaccini siano anch’essi un’arma sia economica che politica.

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Pubblicato il
9 Giugno 2021
Ultima modifica
10 Giugno 2021 - ora: 15:01

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