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Il fotovoltaico, soluzione ideale?

OSLO – Il fotovoltaico integrato in edilizia – riferisce il sito “Rinnovabili News” – rappresenta una delle opzioni più interessanti per lo sviluppo capillare dell’energia solare. Installare moduli nelle facciate o nei tetti delle abitazioni permette di risparmiare suolo, avvicinando la produzione di energia pulita al luogo del consumo. Secondo recenti studi, il potenziale cumulativo per il fotovoltaico integrato nell’UE27, in Svizzera e in Norvegia è di oltre oltre 5 GW sfruttabili entro il 2030. E questa cifra considera solo le pareti degli edifici.

Ma la tecnologia Building Integrated PhotoVoltaic (BIPV) non rappresenta un’opportunità solo sul fronte energetico. Oggi, infatti, i nuovi pannelli solari BIPV possono essere combinati con altri materiali da costruzione per migliorare l’efficienza energetica e l’isolamento delle strutture, formando una sorta di seconde pelli, adattabili a tutti gli ambienti urbani. Questi sistemi possono essere, inoltre, sviluppati e funzionare come sistemi fotovoltaici termici con ventilazione attiva o passiva per rimuovere il calore e raffreddare le celle (attraverso aria o acqua) aumentando l’efficienza. Tuttavia, ad oggi, le potenzialità sono ancora poco sfruttare. Il motivo? Gli elementi BIPV nelle coperture o nelle facciate risultano più costosi dei materiali classici. Nella maggior parte dei casi, questa spesa aggiuntiva è più che compensata dalle entrate generate dall’energia elettrica prodotta. Un recente studio (testo in inglese) dell’Università di Stavanger, in Norvegia, ha dimostrato che anche la facciata nord potrebbe essere economicamente fattibile in alcuni paesi europei, se si prendessero in considerazione tutti i vantaggi ambientali e sociali ottenibili con questi impianti.

Parte del problema sta però anche nelle conoscenze di settore. La maggior parte degli architetti e dei progettisti edili non ha molta familiarità con soluzioni multifunzionali di fotovoltaico integrato e con i prodotti oggi sul mercato.

Per aiutare il mondo progettuale (e non solo), l’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research ha sviluppato e messo on line una piattaforma dedicata. “L’obiettivo – spiegano – è aumentare la penetrazione del fotovoltaico integrato nel settore edile, superando le comuni barriere esistenti. La nostra piattaforma BIPV mostra casi di studio realizzati e prodotti ad architetti, clienti, sviluppatori. Fornisce esempi ispiratori e lezioni apprese dalle esperienze passate e mantiene le persone aggiornate sul mercato BIPV”.

Moduli fotovoltaici, ossia unità con caratteristiche specifiche sviluppate per l’integrazione in edifici esistenti e accattivanti  sul lato pratico (dal punto di vista del colore, della texture, della forma, della finitura superficiale e della leggerezza).

Sistemi di montaggio, per agganciare i moduli FV all’involucro esterno

Sistemi energetici, che collegano i moduli fotovoltaici all’edificio e al sistema di riscaldamento per massimizzare l’uso locale dell’elettricità generata, inclusi impianti di accumulo, conversione di potenza, controllo dell’energia, ricarica della mobilità elettrica.

Non solo. I casi studio sul fotovoltaico integrato “collezionati” nel sito https://bipv.eurac.edu/ offrono una ricca carrellata di esperienze, pubbliche e private, mostrando vari livelli di integrazione tecnologica, estetica ed energetica.

Il lavoro dell’Istituto non si ferma qui. Gli esperti di Eurac Research hanno anche creato uno strumento in grado di facilitare la progettazione di impianti fotovoltaici integrati. Si tratta di un software di ottimizzazione in grado di prendere in considerazione elementi fondamentali come condizioni climatiche locali, ombreggiamento, costo dell’energia elettrica e delle tecnologie da impiegare. Il programma mira a facilitare il lavoro del progettista “suggerendo quale configurazione e dimensione del sistema BIPV sia la più conveniente sulla base dei propri obiettivi”.

Pubblicato il
1 Settembre 2021

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