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Motori navali ad ammoniaca

HELSINKI – Il gruppo finlandese Wärtsilä – uno dei principali fornitori mondiali di motori per navi – guiderà il progetto Ammonia 2-4, che prevede lo sviluppo di prototipi dimostrativi di propulsori marini a 2 e 4 tempi con alimentazione ad ammoniaca.

L’iniziativa, che vede la partecipazione di diversi partner dell’industria marittima globale e non solo – la società di progettazione navale C-Job, l’ente di classifica DNV, la compagnia marittima MSC e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – ha ottenuto un finanziamento di 10 milioni di euro dall’Unione Europea tramite il programma Horizon Europe, che sostiene le attività di ricerca tecnologica.

“L’ammoniaca è uno dei principali candidati come futuro carburante marittimo low carbon” ha spiegato Sebastiaan Bleuanus, general manager e research coordination & funding di Wärtsilä Marine Power. “Il nostro gruppo ha già sperimentato un motore alimentato con il 70% di ammoniaca, ed entro il 2023 avremo un prototipo in grado di bruciare ammoniaca al 100%. Questo progetto europeo è un’ottima opportunità per accelerare lo sviluppo delle soluzioni di cui l’industria marittima ha bisogno”.

Il progetto Ammonia 2-4 prevede la realizzazione di un prototipo in laboratorio di motore a 4 tempi, e la realizzazione di un prototipo in laboratorio, seguito dall’installazione su una nave operativa entro il 2025, della versione a 2 tempi.

“L’ammoniaca ha un grande potenziale come fuel marittimo, specialmente nella navigazione oceanica. Gli sforzi di collaborazione per sviluppare le tecnologie necessarie ad inserire questo combustibile nel futuro mix energetico del settore sono quindi fondamentali” ha detto Hans Anton Tvete, programme director maritime e group research and development di DNV.

Per Paolo Sementa e Cinzia Tornatore, ricercatori dell’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia Sostenibile e la Mobilità del CNR, “l’ammoniaca è un fuel che sembra molto promettente per consentire la decarbonizzazione del trasporto marittimo. Questo progetto potrà quindi dare un contributo essenziale per ridurre l’impatto ambientale dello shipping”.

Pubblicato il
20 Aprile 2022

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