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Ad MSC il nuovo record del gigantismo

Si chiamano “Benedetta” e “Cristina” e sono noleggiate dal gruppo tedesco Schiffahrt – Forti risparmi di scala anche nei consumi e nelle emissioni di co/2 – Il problema dei porti

GINEVRA – Sono le due portacontainer al momento più grandi che solcano i mari e sono entrambe entrate da poco in servizio per la MSC di Gianluigi Aponte. Si chiamano “Benedetta” e “Cristina”, sono state consegnate a fine ottobre, dopo la cerimonia del battesimo, nei cantieri coreani di Hyundai a Usla all’armatore tedesco Schiffahrt, che le ha subito noleggiate alla MSC, che a questo punto ha battuto il record della “Emma” di Maersk. E la corsa al gigantismo navale sembra ormai aperta.


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“Benedetta” e “Cristina” (nel rendering lo spaccato della prima peraltro identica all’altra) hanno misure davvero gigantesche: lunghezza 366,8 metri, larghezza 48,2 metri, pescaggio 15,5 metri, 140 mila tonnellate di portata lorda, velocità operativa circa 25 nodi. Il dato più significativo è la portata in Teu’s: ben 13.100 secondo la dichiarazione del cantiere (anche se qualche fonte parla di cifra volutamente tenuta…bassa perché potrebbe avvicinarsi ai 15 mila reali).

Giganti del genere sono costati 19 milioni di dollari Usa l’uno e hanno richiesto uno speciale addestramento per i comandanti, che devono far fronte a numerosi problemi evolutivi (anche di presa al vento delle enormi sovrastrutture) malgrado la modernissima dotazione di eliche di prua e di sistemi computerizzati di calcolo della deriva e dello scarroccio. Ma hanno anche altre caratteristiche che l’armatore tende a sottolineare: consumano quanto una 8.500 Teu’s ed emettono il 30% di co/2 in meno sempre rispetto alle 8.500 Teu’s. Anche l’equipaggio rimane grossomodo lo stesso, con un notevole risparmio operativo.

Ovviamente ci sono anche i problemi connessi a dimensioni e pescaggi. Con queste caratteristiche sono esclusi dallo schedule quasi tutti i porti del Mediterraneo e ad oggi tutti quelli italiani. Anche l’impilaggio dei containers in coperta (fino a 10 file) e la larghezza della nave rappresentano un problema per le gru di banchina delle passate generazioni. Ma secondo i tecnici del cantiere Hyundai non si può tornare indietro e i loro uffici studi stanno da tempo lavorando su una generazione di “mostri” ancora più grandi, da 18 mila e forse da 20 mila Teu’s. I porti di tutto il mondo sono avvertiti.

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Pubblicato il
14 Gennaio 2012

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