L’educazione è dei giovani
CAMOGLI – Un’iniziativa culturale interessante, che si è snodata per tre giorni, oggi sabato compreso, e si concluderà domani, nel fine settimana che precede l’avvio – in gran parte d’Italia – del nuovo anno scolastico, il Festival della Comunicazione dedica grande attenzione alle nuove generazioni e al mondo dell’educazione. La quattro giorni, partita giovedì, infatti, ospita una serie di incontri tematici che hanno come parole chiave la scuola, i ragazzi, la divulgazione, la genitorialità e gli interessi delle nuove generazioni.
Tra gli ospiti più attesi dell’edizione di quest’anno, che è dedicata al tema Memoria, c’è Paolo Crepet, che con la sua lectio “Prendetevi la luna” torna sui temi a lui più cari per fornire strumenti per orientarsi oltre la coltre di nubi che oscurano la luna, ossia la speranza. Un dialogo tra generazioni che incita i giovani, e anche chi non lo è più, a prendersi la propria luna. “Dal genitore sceriffo al genitore zucchero filato. Come educare i figli del nuovo millennio” è invece il tema di dibattito su cui si sono confrontati lo psicopedagogista scolastico Stefano Rossi, la responsabile di MyEdu Laura Fumagalli e Mila Valsecchi: mentre gli insegnanti sono nella tempesta, alle prese con problemi sempre più frequenti di regolazione emotiva, i genitori sono nella nebbia, a causa del collasso di quei valori verticali che fino a ieri orientavano il progetto educativo familiare. In questo contesto di grande incertezza alcuni genitori si affidano all’idolo della felicità e altri si rifugiano nell’idolo delle regole; ma come si può davvero insegnare l’arte di navigare nel grande mare delle emozioni e della vita?
In dialogo con Mila Valsecchi sono poi Daniele Coluzzi, il professore e divulgatore online che nel format dell’aperitivo con l’autore spazia dal mondo classico al mondo dei social con “Odio e Amo”, così come Norma Cerletti (Norma’s teaching) e Giacomo Moro Mauretto (Entropy for life), su come divulgazione, insegnamento, studio e apprendimento siano processi di un unico sistema: quello del sapere. “Le nuove generazioni e il giusto mix per imparare” è infatti un dibattito su quanto a scuola si insegni e quanto si apprenda, se chi fa divulgazione stia effettivamenente insegnando e se apprendere per piacere personale equivalga a studiare.
La conoscenza della storia e la valorizzazione della memoria, privata o pubblica, sono invece il cuore della chiacchierata con Gianni Oliva, Riccardo Rossotto e Luigi Vergallo: “Come la storia dovrebbe essere insegnata”, un confronto-conversazione tra addetti ai lavori che aiuterà a capire come e perché la storia debba essere insegnata in modo divulgativo, trasversale rispetto ad altre materie, accattivante, magari proprio sui siti dove si svolsero gli eventi. E a proposito di generazioni future, l’incontro “Nei carrelli delle generazioni Y e Z” su sostenibilità, dieta salutare, artigianalità, chilometro zero, stagionalità e trasparenza, ossia ciò che meglio racconta le generazioni Y e Z. Con un rinnovato slancio etico di rispetto per l’ambiente, le nuove generazioni stanno cominciando a trasformare le abitudini e anche i mercati, secondo Giovanni D’Alessandro (Basko Supermercati, Gruppo Sogegross), Giulia Pellegri e Luca De Biase.
Sempre nell’ambito delle iniziative del Festival della Comunicazione è rientrato anche, ieri mattina l’evento di apertura del corso di formazione “La funzione orientativa dell’insegnamento”, riservato agli insegnanti e agli addetti ai lavori dell’Ufficio scolastico regionale, che apre l’anno scolastico 2023-2024 per le scuole della Rete Merani, la quale riunisce 23 istitituti scolastici del Levante ligure. Intervenuto tra gli altri Massimo Recalcati con la lectio “La formazione tra istruzione ed educazione”, tra dimensione cognitiva dell’istruzione e dimensione valoriale dell’educazione, indagandone il rapporto e la possibilità che possano essere intrecciate o separate.











