Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Authorities la scelta del non fare

ROMA – Sarà anche la politica “del fare”: ma sulle scelte che dovrebbero essere state già fatte per le Autorità portuali scadute, il “fare” è ancora una pia speranza.
[hidepost]Della serie: ma il governo che aspetta a nominare i nuovi presidenti? Forse vale l’ironica considerazione del Giusti in “Sant’Ambrogio” quando punzecchiava Vostra Eccellenza che mi sta in cagnesco ipotizzando che il suo cervel / Dio lo riposi / a tutt’altre faccende affaccendato / a queste cose è morto e sotterrato…
Abbiamo già visto che il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi è determinato, preparato ed anche interessato – almeno così sembra – alla portualità. Il tavolo permanente al ministero ne è la prova. Però non si decide a nominare i nuovi presidenti. Rumoreggiano a Napoli, dove scade anche il mandato di commissario dell’ex presidente ammiraglio Luciano Dassatti. Bofonchiano ad Ancona, dove sta succedendo lo stesso con Canepa. A Catania addirittura gli enti hanno indicato le terne, tutto l’iter è stato compiuto ma nessuna decisione viene da Roma. E per chiudere, a Piombino sono scaduti tutti i termini ma gli enti locali non hanno nemmeno deciso le terne: roba che in tempi normali avrebbe comportato il commissariamento manu militari da parte del ministro. E così via.
Tutte conseguenze di una sinecura del ministro, del ministero, del governo?  Sembra superficiale risolvere così la faccenda. Ci sono le commissioni parlamentari che ancora faticosamente si mettono insieme: ma c’è, specialmente, il sospetto che dalla strana coalizione che regge il governo – Pd e Pdl insieme, il diavolo e l’acquasanta… – escano veti incrociati su questo e su quello. Una riffa, come al solito. E con il governo che vive alla giornata, tutto preso a sopravvivere, anche le scelte dei presidenti delle Port Authorities possono sembrare pericolose. Da rinviare a tempi migliori: che per la politica sono in genere l’agosto, quando l’opinione pubblica è distratta, o comunque quando se c’è da fare la frittata, la frittata sia stata fatta.
Populismo? Può darsi. Però delle due l’una: o le presidenze delle Autorità portuali sono solo un poltronificio come gli altri, e si può aspettare senza danni; oppure non si è capaci di prendere decisioni che possono creare tensioni politiche locali e si aspetta anche se si fanno danni. E noi, popolo bove, come le stelle del romanzo di Cronin, stiamo a guardare…
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
28 Giugno 2013

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio