Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Porti, la sagra dei commissari

Porti, la sagra dei commissari

Emanuele Grimaldi

LIVORNO – Bisognerà pur farcene una ragione: anche se non è facile, per chi aspetta da quasi vent’anni una riforma portuale “urgente”, accettare la realtà dei fatti: cioè che dopo tanti annunci la riforma della riforma è ancora tutta da costruire. E nella migliore delle ipotesi, potrà cominciare il suo iter (sottolineo: cominciare) non prima della prossima estate.
A poco sono servite le frustate – sia pure date con il consueto stile – di Emanuele Grimaldi nella recente assise di Confitarma. A poco la montante protesta – per ora sottopelle, ma non si sa fino a quando – del cluster marittimo e portuale, che chiede urgenze costantemente tradite.
[hidepost]E le Autorità portuali non solo si trovano ad operare con una legge dichiaratamente non più adeguata – quindi con pesanti perplessità su alcune delle loro stesse funzioni – ma hanno ormai la percezione precisa che siano entrate in un regime di generale commissariamento degli scali italiani. Con metà degli enti già sotto commissario e con la quasi certezza che mano a mano arriveranno le scadenze dei presidenti, non ci saranno nomine statutarie ma altri commissari.
Della serie: a questo punto invece dello stillicidio mortificante e paralizzante che ci si attende, non sarebbe stato più logico varare una norma generale che prorogasse i presidenti in carica, indipendentemente dalle scadenze, fino all’approvazione della legge di riforma? Con tutte le perplessità che potrebbe suscitare un tal provvedimento – premiare quelli giusti e quelli “sbagliati”- ci sarebbe stata se non altro una continuità amministrativa che i commissariamenti quasi sempre non consentono. E si eviterebbe che i porti finissero in una specie di regime “del non fare” proprio nel momento di massima acutizzazione della concorrenza internazionale e delle scelte delle grandi alleanze armatoriali.
Per un governo “del fare” l’ennesimo rinvio della tanto necessaria riforma non sembra proprio essere il massimo dell’efficienza. E il silenzio quasi generale significa rassegnazione?
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
25 Ottobre 2014

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio