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Reti abbandonate nel parco rimosse dalla Guardia Costiera

Due giornate di lavori per ripulire uno dei più bei fondali della zona protetta

OLBIA – Il 4º Nucleo subacquei della Guardia Costiera, congiuntamente al personale dell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, ha svolto nelle giornate da martedì a giovedì un’intensa attività volta alla rimozione di reti da pesca abbandonate nelle acque comprese tra le Isole di Tavolara e Molara (Secca del Papa, Cala Cicala, Taggia Liscia) e nella zona di mare antistante la spiaggia “Lo Squalo” del Comune di Olbia. Spesso, purtroppo, gli attrezzi da pesca, anziché essere smaltiti correttamente presso centri di raccolta specializzati, vengono abbandonati sul fondale marino, pregiudicando la salubrità del delicato ecosistema e diventando pericolosi per i bagnanti e per la sicurezza della navigazione.
[hidepost]L’operazione dei subacquei della Guardia Costiera, in perfetta sinergia con le forze messe in campo dall’Ente gestore dell’Area Marina, svolta a profondità comprese tra i 6 ed i 35 metri, si colloca nella più ampia attività di collaborazione tra il Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine, denominata Ghost.
Questo progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, promuove misure concrete per preservare e migliorare lo stato ecologico degli habitat marini. Uno dei principali obiettivi è la valutazione dell’impatto che gli attrezzi da pesca abbandonati o persi sui fondali del mare (noti come reti fantasma o ALDFG – abandoned, lost or discarded fishing gears), possono determinare sulla biodiversità marina.
Nei tre giorni di immersioni sono stati complessivamente recuperati circa 400 metri di reti oltre a diverse porzioni di palamiti ancora corredati di ami.
L’attività in parola rientra nel servizio che il Corpo delle Capitaneria di Porto – Guardia Costiera rende al cittadino per la tutela dell’ecosistema, della fauna e della flora marina.

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Pubblicato il
15 Luglio 2015

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