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Confindustria Livorno-Carrara: c’è il nodo-Piombino che scotta

Vincenzo Boccia presidente di Confindustria

PIOMBINO – È stato lo stesso presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, a dedicare due giornate importanti nell’area livornese: l’assemblea generale dell’associazione degli industruali di Livorno e Carrara, tenutasi significativamente a Piombino, e due giorni dopo il vertice a Livorno, sull’area costiera. Una postilla: a cavallo delle due riunioni, un comunicato sindacale dei giornalisti de Il Sole-24Ore ha accusato Boccia di essersi schierato politicamente sulla manovra del governo. Accusa prontamente respinta sia dallo stesso Boccia che dal vertice editoriale del giornale della Confindustria. Una sparata a vuoto o il segno di un disagio che davvero c’è?

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Boccia a Piombino non è stato tenero con la manovra. “Questa Confindustria – ha premesso – non valuta i governi, valuta i provvedimenti”. E la manovra ha lasciato parecchi dubbi. “Rappresentiamo 160 mila imprese – ha detto – e se lo sforamento porta deficit e basta non c’è mercato che possa tenere”. Ancora: “Occorrono clausole di salvaguardia per le opere strategiche perché le Regioni non possono bloccare quelle di interesse nazionale”. Non vanno cavalcate ansie ma trovate soluzioni. “Il piano Industria 4.0 di Calenda ha fatto bene – ha continuato – nel 2017 ci sono stati il 30% di più di investimenti”. Da qui la richiesta di confermarlo.

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Chiaro come sempre anche il presidente degli industriali dell’area Livorno-Carrara, Alberto Ricci. Che ha messo l’accento in particolare sulla portualità. Dopo aver criticato il mancato inserimento del porto di Marina di Carrara nel “sistema” livornese (“Un’aggregazione forzosa a La Spezia che ha portato ripercussioni negative sul PIL regionale”) Ricci ha sottolineato come gli investimenti sui porti di Livorno e Piombino non abbiano ancora dato “tutti i loro frutti”. Colpa anche delle lungaggini burocratiche, contro le quali anche altri hanno parlato nell’assemblea. Bene l’accordo con Jindal, è un passo avanti. Ma avere a Piombino banchine con fondali a 20 metri e non vederle utilizzate, ha ricordato, grida vendetta. Bisogna completare al più presto gli accessi, con la 398 e la bretella portuale che hanno una fondamentale valenza strategica. Per Ricci bisogna valorizzare anche il comparto nautico della costa, che conta 14 grandi cantieri, 4 mila imprese 18 mila posti di lavoro diretti e 2 miliardi di fatturato annuo, che rappresentano il 30% di quello nazionale del comparto. Dunque, più attenzione: ma anche e specialmente più infrastrutture e meno demonizzazione della nautica.

(A.F.)

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Pubblicato il
6 Ottobre 2018
Ultima modifica
12 Ottobre 2018 - ora: 15:28

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