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Noli alle stelle anche per il Capodanno in Cina

Andrea Monti

GUASTICCE – L’altalena dei noli è sempre stata sulla parte alta della curva prima delle feste di fine anno: ma questa volta, complici molti fattori, il salto è notevole Olé. Ce ne parla Andrea Monti, nostro punto di riferimento con la sua SOGESE (Worldwide Container Provider) sul mercato dei Teu in tutto il mondo.

Dunque siamo a un nuovo picco dei noli?

“Prima delle grandi feste è tradizione; ma questa volta siamo arrivati a dei picchi record o quasi: dalla Cina al NE europeo oggi si quota un 40’ a 4500 dollari, e un 20’ a 3300 Tanto che molte spedizioni non destinate alle feste ma al dopo oggi vengono ritardate, pagando anche le spese di magazzino, pur di aspettare il logico calo”.

Motivi di questi picchi sono le tensioni geopolitiche specie nel medio Oriente?

“Non solo, anche se certo incidono, specialmente con tutte per incognite relative al Canale di Suez che buona parte delle compagnie oggi evitano, allungando tempi e costi di consegna. Ma va calcolata anche l’incidenza dell’ormai prossimo capodanno cinese, un periodo di una quindicina di giorni durante i quali la produzione si ferma o quasi. Per cui c’è in questi giorni un affollamento di spedizioni, molta richiesta e ovviamente per le leggi di mercato, i costi salgono. Poi, ovviamente, ci sono le guerre, le tensioni, le paure: non aiutano certo i nuovi conflitti in Georgia e le tensioni in Romania, con tutte le conseguenze sui porti del Mar Nero. Lo scontro in Siria incide anch’esso per il coinvolgimento della Turchia e – si dice – della stessa Russia. In sostanza, abbiamo un medio oriente in fiamme: che non depone certo per traffici tranquilli”. Poi tutti ci chiediamo: quando riaprirà normalmente, se riaprirà, il Canale di Suez?”

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Qualcuno aggiunge ai motivi di tensione anche il tema degli annunci di pesanti dazi degli Usa e della UE sulle merci cinesi…

“È anche questo un tema destabilizzante sui traffici: che si sente in particolare nelle tratte dal west Usa attraverso il nord Pacifico; ma che si riflette ovviamente su tutte le rotte. L’incertezza di come si svilupperà il nuovo protezionismo preannunciato da Trump non aiuta.”

Un ultimo tema: si ha l’impressione di un continuo, forte, forse eccessivo moltiplicarsi di Fiere e manifestazioni fieristiche anche di più giorni. È un vantaggio o un problema?

“Anche questo è un tema che incide sul nostro lavoro. Troppe fiere, spesso ripetitive, che comportano non solo spese per essere presenti, ma diventano pesanti per la stessa qualità della vita di chi è costretto a volare qua e là per il mondo. Oggi poi che volare non è più come una volta, ma comporta ritardi, perdite di coincidenze, prenotazioni alberghiere che saltano, stress eccetera. Si stanno facendo avanti istanze sempre più apprezzate perché certe fiere indispensabili o quasi diventino almeno biennali invece che annuali. Sarebbe già un bel vantaggio, sia economico che per la nostra salute”.

(A.F.)

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Pubblicato il
7 Dicembre 2024

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