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Tempi e finanziamenti (quasi) certi per la E-1 da Cecina a Civitavecchia

Ma il punto più negativo rimane l’esclusione dagli accordi della bretella 398 per Piombino – Le caratteristiche del tracciato secondo i nuovi piani – Anche Spinelli interessato a insediarsi

ROMA – La notizia può essere buona ma anche meno buona, a seconda dell’angolo di lettura. Nel protocollo firmato a fine settimana scorsa dal governo, dalle Regioni Toscana e Lazio, dalla Sat e dal suo socio Atlantia, è stato finalmente messo il punto fermo sull’eterna incompiuta, cioè sull’autostrada Tirrenica che da tempo immemorabile deve completare l’itinerario E-1 dalla Manica allo stretto di Sicilia.
[hidepost]L’investimento concordato – dice una nota del ministero delle Infrastrutture e Trasporti (firmata dal viceministro Riccardo Nencini) è di 1,4 miliardi di euro, il progetto è sostanzialmente rivisto rispetto a quello varato dal Cipe anni fa, e tra Cecina e Grosseto prevede di fatto solo un adeguamento dell’Aurelia, senza pedaggi. Da Grosseto sud l’attuale tormentata Aurelia si trasformerà in vera autostrada fino all’imbocco della A-12 (Civitavecchia-Roma) con tre caselli intermedi: Grosseto Sud, Fonteblanda e Capalbio. Il tracciato da realizzare s’innesterà con quello gia in avanzata fase di costruzione dalla A-12 verso nord fino a Tarquinia, dove i lavori saranno finalmente accelerati. Da progettare in dettaglio solo alcuni tratti, come quello tra Fonteblanda ed Ansedonia. Nel quadro dell’accordo è stato anche sottolineato che “l’ignobile interrompimento”, cioè la tratta a pagamento tra Cecina nord e Rosignano, sarà riassorbita nell’Aurelia aperta e quindi dovrebbe cessare l’assurdo balzello dei 60 centesimi per pochi chilometri.
Tutte notizie buone dunque? Mica tanto: dall’accordo è sparito l’impegno della SA a realizzare anche l’indispensabile bretella con il porto di Piombino, la 398 di cui da vent’anni si discute. Sono poco più di 5 chilometri, da realizzare secondo i tanti progetti a 4 corsie, che rappresentano l’eliminazione del collo di bottiglia che oggi strangola il porto: e che domani, con il grande sviluppo che il porto stesso sta avendo e con le esigenze del nuovo polo di Cevital, possono fare la differenza tra una cattedrale nel deserto, asfittica e strangolata via terra, e un porto moderno e in grande crescita come dai tanti interessi che vi orbitano. Ultimo dei quali – ne ha parlato in questi giorni la stampa quotidiana. anche quello del terminalista Genovese Spinelli, che vorrebbe approfittare delle aree ancora non assegnate per un centro di importazione dei forestali (in concorrenza con la Cilp di Livorno?) e dell’alluminio. Senza dimenticare – Spinelli lo ha ribadito in una intervista a La Nazione – il suo interesse per la Piattaforma Europa, in joint con un forte gruppo olandese. Ma senza una veloce realizzazione della 398 molte di queste aspirazioni rischiano di rimanere sulla carta.

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Pubblicato il
20 Maggio 2015

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