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La riforma? “Ha da venì…” secondo Delrio

LIVORNO – Solo gli ingenui potrebbero credere che si tratti di una marcia indietro legata ai risultati elettorali. Perché in realtà va dato atto al ministro Graziano Delrio di essersi speso, a Genova alla vigilia della consultazione nelle Regioni, per sottolineare che la bozza di riforma portuale è ad oggi, appunto, solo una bozza.
[hidepost]E si sa che in politica non c’è niente di meno immutabile di una bozza di legge: specie quando coinvolge pesantemente non solo l’economia ma anche una consolidata articolazione dei poteri politici e partitici saldamente assestati su altrettanto pesanti poltrone.
Delrio ha detto ripetutamente – a Genova come a Trieste, ma anche a Roma – che le indiscrezioni uscite sulla bozza di riforma sono solo “ipotesi”. E che lui stesso, con i suoi tecnici, non è ancora entrato nel delicato tema della “Governance”. Di una sola cosa si è detto responsabile: dell’impostazione della riforma sui distretti logistici sui quali non si può transigere. Che poi le Autorità portuali diventino 8, oppure 10, oppure 14 – numeri che ha ribadito in più occasioni – ancora non è stato deciso. E tutto questo con buona pace di chi sta già sgomitando per far fronte alla riduzione delle poltrone.
Sul piano delle ipotesi, e dei relativi commenti, potremmo davvero andare all’infinito. Ci sembra rispettoso dei nostri quattro lettori far loro grazia di una valanga di chiacchiere. E ricordare solo che della vera riforma si parlerà – forse – a settembre, quando il governo avrà metabolizzato tutti gli ultimi riflessi dei risultati elettorali di tre giorni fa e della tanta carne che Renzi ha messo al fuoco, sull’economia e sulle istituzioni, Bruxelles permettendo. Come dicevano ironicamente quando ero ancora un giovane di belle speranze. “Ha da venì Baffone…”
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
6 Giugno 2015

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